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martedì 22 novembre 2011

Intervista alla prof. Milani - terza ed ultima parte



Scroll down for English version - thanks! 
Prossimo post/next post  Giovedì/Thursday November 24th


Il bellissimo disegno della prof è di Paolo Moisello, in arte "Moise".
E siamo alla terza ed ultima parte dell'intervista con la prof. Milani
La prof. Milani è autrice di un interessante blog La professoressa Isabella Milani è online”, molto seguito da insegnanti e genitori, e di un libro: “Consigli pratici per giovani insegnanti”.

5) quali sono i temi trattati dal blog che riscuotono più attenzione? secondo lei perché?



I temi più seguiti sono senz’altro quelli legati alle difficoltà dell’essere insegnanti e a quelle dell’essere genitori. Genitori e figli hanno la stessa difficoltà: gestire i ragazzi (alunni e figli) difficili. 
L’educazione consumistica è tesa ad esaltare tutto ciò che è superficiale e ormai sembra aver preso  la mano a tutti, con la conseguenza che molto spesso i ragazzi sono ingestibili: se educo un ragazzo a pensare che puoi raggiungere la tranquillità economica vincendo al superenalotto o partecipando a quiz televisivi, poi ho grosse difficoltà a chiedergli di faticare sui libri.

Molti arrivano al mio blog cercando in rete qualcosa che li aiuti ad affrontare il bullismo, il rapporto negativo con gli insegnanti o, viceversa, con i genitori; oppure cercano istruzioni su come gestire una classe difficile, su che cosa fare con un alunno iperattivo, su come imparare ad avere autorevolezza.

Molto interesse hanno suscitato i post sul suicidio, sulla donna e sull’eutanasia. Mi sono fatta l’idea che le persone siano sempre più a disagio, sempre più confusi e cerchino il conforto di qualcuno che dia loro l’impressione di avere le idee più chiare.
6) che cosa manca oggi alle famiglie italiane? 

Prima di tutto manca la tranquillità. La spinta consumistica porta ad una continua ansia di prestazione: bisogna possedere. Si lavora per possedere cose inutili, e si finisce per faticare a procurarsi quelle indispensabili. I falsi bisogni sono aumentati a dismisura. In questa situazione, perdere il lavoro, essere precari è ancora più terribile.
Poi mancano i valori. O meglio, la società non indica quali sono i valori da seguire. Anzi, è tornata prepotentemente la donna oggetto. È quasi scomparso il senso del dovere ed è lievitata la pretesa di avere soltanto diritti. L’onestà è latitante, la correttezza va e viene, la legalità è solo per pochi. Non si sa a chi guardare per avere delle indicazioni: né il mondo della religione né tantomeno quello della politica possono essere presi come modelli. Né la Scuola, né i medici, né le Forze dell’ordine, né la Giustizia, perché degli errori di tutti è stato fatto scempio mediatico.

Manca anche la consapevolezza che se i ragazzi si comportano male, se sono bulli, se non studiano, se non hanno rispetto per gli anziani, se bevono, non è colpa loro: è colpa nostra, della nostra società che li ha resi deboli e incapaci di affrontare le difficoltà, e che ha tolto loro la fiducia negli adulti e nel futuro.

7) e alla scuola?

Alla Scuola manca la possibilità di aiutare davvero i ragazzi che mostrano il loro disagio, risultato di modelli educativi sbagliati. Ma soprattutto manca il supporto del mondo politico che deve investire risorse che non investe; della società – prima di tutto i genitori – che deve capire le difficoltà nelle quali si trova oggi la Scuola. E collaborare.

Alla Scuola mancano dirigenti validi che sappiano davvero gestire le scuole; mancano risorse che permettano di recuperare gli alunni in difficoltà (perché non si può, come dice qualcuno semplicisticamente,  mandarli a fare gli idraulici); manca un’organizzazione che permetta davvero di fare per i ragazzi tutto quello che si può.

Senza contare che mancano gessetti, cartelloni, risme di carta, carta igienica, sedie, banchi, penne, tende alle finestre, e tanto altro. Ma questo è un altro discorso.



8) tre consigli alle famiglie per essere felici e sane.
Ecco i tre consigli: ribellarsi, ribellarsi e ribellarsi.
Ribellarsi a questo tipo di società: dedicare del tempo a discutere e a pensare al tipo di vita che conducono. Prendere in esame le cose che si comperano, chiedersi se servono davvero; buttare via, non comperare. Insegnare ai figli a passeggiare, a giocare senza giocattoli acquistati, a guardare il mondo apprezzando quello che c’è di bello, ad apprezzare le piccole cose e le persone che amano, a preferire la lentezza alla velocità.

La società tutta deve ritornare a dare gli stessi valori, che devono essere valori duraturi, che aiutano a vivere, e non valori legati all’effimero e al superficiale: la libertà e non la licenza; il vero e non il falso; la sostanza e non l’apparenza, per esempio.

Ribellarsi all’ignoranza e alla stupidità: valutare le persone per quello che dicono e per quello che fanno, e non per quello che di loro si dice. Imparare a pensare, a vedere e a capire, al di là delle apparenze. Insegnare che è lo studio che rende liberi.

Ribellarsi al consumismo: imparare a capire che siamo schiavi degli interessi economici che vogliono che spendiamo continuamente. Renderci conto che lavoriamo e corriamo per comperare cose per lo più inutili, utili solo ad arricchire qualcuno, anche a danno della nostra salute.

Ricercare la felicità in noi e non negli oggetti.


Grazie mille prof. !!!


 English version 



This nice portrait of prof. Milan was made my Paolo Moisello, aka "Moise".


Let's get back to prof. Milani. The first part of the interview was posted here. And the second one here.

Prof. Isabella Milani  is on the web, thanks to her Blog and her  Facebook profile. She is a Tuscan professor working in a public school. She spent all her career searching new teaching methodology that she then start sharing through specific seminars. 




5) Which are the subjetcs that your readers prefers and why?

The preferred ones are those talking about the challenges to be parents or to be a teacher.  Parents and teachers share the same difficulties: handle kids, who became no more ….”manageable”. The material world is the cause. Since what seem to be relevant can be reached without any efforts, how can I then ask them to strive, to study, to invest time and efforts?
Many new readers are searching for solution against bullies, or how to manage a thought class or how to be more authoritative.

6) What are the Italian families missing today?

First of all…calm and brightness. We seems to be obliged to have. We work to buy stupid stuff and we then strive to get what it’s truly relevant.
Then what’s lacking are the founding values: honesty, rights, the sense of responsibility and duty.
And kids are completely unaware of the consequences of their actions.
But we too are unaware of the fact that we are responsible of their faults.

7) And what about the school?

In Italy the school is not able to provide a support to the kids who are suffering, due to wrong educational models.The political world is doing nothing, not investing in resources, while the society –parents first- is not acting to assist and help the school.
The Italian school is lacking managers who could really manage the situation; it’s missing resources in a wide area: form the support to provide to kids who are in troubles, to paper, pencil, chairs, desks and so on.

8) Can you please give us three hints to be an happy family?

Just one: rebel!
Revolt against this society: take time, yours and your kid’s, to talk and analyze the life you are living: what are we buying, what are we wasting.
In case, throw away what is preventing you to live a simple life.
Teach your kid to walk and love what they can see, love this world, learn to appreciate the small things of everyday.
Rebel against stupidity and ignorance: learn to value the people for what they really say and do and not for what they are talked to.
Learn to thing, to see and understand beyond the obvious. Studying is the answer: wisdom is what makes you free.
Rebel against consumerism: we do not work to bay what someone else want us to buy.
Don’t search for happiness in objects, rather in yourself.


Thanks prof!!!






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