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sabato 12 maggio 2012

Sabato italiano: Delio, il Trota, Martinelli e la lotte dell'oratorio



Sabato Italiano: il post solo nella lingua del Belpaese
Italian Saturday: only for Italian speaking readers



Next english post Wednesday May 16th - 
Prossimo post mercoledì 16 maggio


Breaking news: due stimolanti articoli sulla pagina 27ora del CorSera: magari possiamo parlarne qui in settimana, che ne dite?
Mamme cattivissime di Angela Frenda
Dal trucco a...? di Alessandra Cavallini









C’è sempre modo di leggere tra le righe, capire gli episodi della vita le implicazioni che ci permettono di correggere noi stessi, collegare tra loro i fatti come si faceva una volta da bambini connettendo i puntini di un vecchio gioco della Settimana Enigmistica per scoprire la figura nascosta.
E le carte che voglio calare oggi per vedere di leggere in trasparenza qualche cosa della nostra italianità che incide sull’educazione dei nostri figli, sono queste quattro



Il fil rouge della politica o quello della polemica non mi interessano, seppure sarebbe interessante riflettere sul fatto che tutti questi argomenti suscitano conflittualità con posizione arrabbiate da una parte e dell’altra della barricata.
Né mi interessa affrontare il tema economico, quello della disperazione o come un errato amore genitoriale produca devastanti conseguenze.
Ciò che mi interessa spremere da queste notizie è come siamo abituati a prendere sempre tutto con una eccessiva emotività, pronti ad assecondare la “pancia” e a dimenticare sia l’esistenza di valori fondanti sia le conseguenze di ogni azione invece che riflettere sui principi ed educare a considerare l’effetto di ciò che facciamo.
Perché nelle reazioni a queste notizie c’è sempre una esasperata passione che si nutre di pregiudizi invece che cercare di comprendere i casi, ed è questo atteggiamento che preoccupa perché genera fondamentalmente un egoismo senza fine. E crea falsi eroi.
È come se fossimo affetti dalla sindrome del “benaltrismo” (c’è ben altro di cui preoccuparsi!), dal virus dell’”amontismo” (il problema è a monte!) immersi comunque e sempre nella complice connivenza con il furbo, che in fondo un po’ ammiriamo sempre.
Queste vicende mostrano come in filigrana a casa nostra ci sia una voglia perenne di sconto, di mettere le proprie necessità, anche quando sono superflue se non inique, davanti a tutto. Senza cercare non dico una soluzione ottimale, ma neanche il compromesso.
Prendiamo questi vicende essicandole fino al seme:
a)    povero Renzo, non riesce a prendere la laurea, è compriamogliela: che male c’è? E’ solo un pezzo di carta! E così si producono bamboccioni viziati: ma quante “lauree” abbiamo “comperato” per i nostri figli?
b)   È stato insultato pesantemente, toccato nella sua famiglia. Vero. Ma come ha scritto intelligentemente Alberto Costa, il ruolo dell’allenatore è quello dell’educatore. E non venite a dirci che è così stressante (come afferma Pep Guardiola che si definisce stravolto dopo 4 anni al Barça e abbisognoso di un anno sabbatico. Non riferisco cosa gli hanno suggerito di fare i metalmeccanici di una acciaieria) da non potersi controllare. C’è chi deve sorridere e controllarsi per stipendi con qualche zero in meno e lo fa anche con passione per la vita….
c)    La disperazione è difficile da controllare, e l’indifferenza che stringe alla gola meriterebbe ben altro post: ma per risolvere tutto è proprio solo necessario ricorrere alla violenza? E chi sostiene che questo signore è un eroe, un compagno che sbaglia, non sta sostenendo che se adeguatamente provocati ogni reazione è accettabile? Come per il caso di Delio Rossi? Le attenuanti non si negano mai a nessuno? Ma che cosa vuol dire questo? Che conseguenze ha una posizione di questo tipo?
d)   Interessante questo articolo che, come dovrebbe fare ogni cronaca, non prende posizione ma elenca fatti e posizioni. E a leggere si oscilla tra gli uni e l’altra, incapace di capire chi abbia ragione e chi torto. Poi capisci che alla fine quello che succede è uno scambio di accuse su un problema educativo o di pazienza che poco o nulla hanno a che fare con il fatto in sé: e quindi di nuoco si torna a quell’atteggiamento che mette sé al centro e nega il bene comune.
Forse l’unica soluzione è questa iniziativa americana, o la strada che hanno preso in questa scuola media, ma ne parleremo un’altra volta.