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martedì 7 dicembre 2010

In search of perfection - Perfezione vo' cercando ch'è sì cara!

Prossimo post Next post Thursday/Giovedì 9 dicembre
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Alla ricerca della perfezione sfuggita

“Le relazioni umane, anche le più importanti, sono all’insegna dell’imperfezione”: così Mariolina Migliarese ci rassicura nel suo acutissimo saggio La famiglia imperfetta, chiarendo quale sia la cifra della natura umana. Ci è impossibile raggiungere la perfezione anche se siamo caldamente invitati a darci da fare per avvicinarcisi il più possibile: “siate perfetti come è perfetto il Padre vostre celeste” invita Gesù. Eppure si tratta di un concetto limite al quale tendere.
Allora perché ci torturiamo per il mancato conseguimento di questo stato di perfezione?
A dire il vero questa mania è più femminile che maschile, non sapremmo dire perché. Forse perché le donne, le mogli, le mamme sentono maggiormente la pressione, spesso autoindotta, di dare il massimo in ogni comparto della propria vita, mentre l‘uomo sente questa ansia da prestazione solo in alcuni limitati ambiti. Senza emettere giudizi, ci limitiamo a constatare che lo stress da perfezione colpisce molto di più le donne degli uomini. E’ interessante sapere che cosa ne pensate a proposito. Quindi a voi la parola.
Un elemento da considerare è che il concetto di perfezione ci giunge ormai manipolato e distorto. Infatti spesso e volentieri lo associamo ad immagini edulcorate e false per cui la famiglia perfetta è quella del Mulino Bianco e la perfetta coppia quella Hollywoodiana. Concetti falsi e tendenziosi che nulla hanno a che fare con la realtà. Se dovessi per forza prendere qualche modello, preferirei la coppia di Storia di noi due e la famiglia Bradford o quella di Appuntamento sotto il letto.
Detto questo cerchiamo di capirne di più prima di suggerire alcune strade, grazie anche al folto materiale che si trova sul web, spesso in lingua inglese.
Nel numero di dicembre di Glamour, rivista che peraltro non ci sentiamo di consigliare, anzi semmai il contrario, viene affrontato questo tema con una serie di interessanti interviste a mamme blogger. Viene chiesto loro se si sentono mamme cattive. Ora, nuovamente il termine, qui utilizzato in senso provocatorio, si oppone alla mamma perfetta, non solo sempre attenta a tutto e onnipresente, ma anche sempre in ordine e splendida nella sua diafana bellezza.
Cattive dunque sono quelle mamme che alzano la voce, che pensano anche a sé, che danno ordini. Insomma, cattive così sono le mamme che vorremmo sempre.
Le interviste sono riprese in alcuni blog, tra cui segnalo quello di Flavia Rubino, che pubblica per esteso il dialogo con la brava giornalista  Francesca Tripodi, e quello di Bismamma che commenta con intelligenza l’articolo.
Il succo? L’imperfezione è una virtù. Perché se è vero che, come scrive Katherine Ellison, la maternità aiuta a migliorare decisamente, è anche vero che la maternità comporta la collaborazione con la famiglia.
Una buona famiglia è una famiglia che fa del suo meglio per combattere i colpi della vita e proteggere tutti i suoi componenti così da offrire loro sufficienti opportunità per raggiungere la felicità personale.  “I genitori non sono mai (fortunatamente) perfetti e i figli non rispondono mai del tutto (fortunatamente) alle aspettaive dei genitori. Già Winnicott parlavva della necessità di una madre “sufficientemente buona” e non certo perfetta, come presupposto per lo sviluppo di un bambino psicologicamente sano”, scrive Mariolina precisando i termini degli sforzi di famiglia.
Ciò che le mamme devono fare è accettare i propri limiti, non sentirsi in colpa e chiedere aiuto: non voler essere supereroi insomma, anche se questo simpatico post suggerisce che un genitore solo, e spesso purtroppo le mamme oggi lo sono, deve proprio essere un supereroe!
Ma le mamme sono creature normali, e devono essere wondermamme solo nei sogni egoistici di qualche papà fannullone.
Nel suo blog Annie Fox suggerisce una procedura per chiedere aiuto e quindi per formare figli e mariti a crescere in generosità e sensibilità.
Sabrina O’Malone aggiunge, in questa interessante raccolta di articoli, come una madre possa razionalizzare le proprie emozioni per chiedere aiuto e sostegno agli altri.
Perché una madre che non chiede mai in realtà indica un ideale che può disgustare le figlie e diseducare i figli. Invece chiedere aiuto mostra fiducia negli altri, mostra affetto, attraverso la  capacità di accettare che un lavoro  non sia svolto con la perfezione con il quale lo svolgerebbe lei (vogliamo parlare di letti rifatti ad esempio?) e avvicina mostrando una fragilità che tutti ci sentiamo addosso.
Ci potrebbe anche essere un collegamento tra questa folle ricerca della perfezione femminile e la crescente debolezza, fragilità degli uomini: che ne pensate?



English version







“Human relation, even the more relevant and important, are characterized by imperfection”: Mariolina Migliarese clarifies in her excellent book The imperfect family the mark of human nature. We cannot reach excellence, even we can –and should- strive for it, searching to attain the same perfection of our Father who is in haven. So why do we torture ourselves with this desire for an unattained flawlessness?
Actually, to tell the truth, this mania is much more typical for women, brides, moms, than for men. Don’t know why. Maybe because women feel much more pressure to perform in any domain of their life, while men are more (ore only) focused on their business life. Maybe you can answer this question.
Now, which are the consequences of this fight for unattainable excellence? Mariolina draws this picture: “It looks like that, slowly but unavoidably, we started thinking that we woun’t be able to take care of our children, that are no more reliable and trustworthy in performing this duty: and if our role is so relevant and sensitive in our children’s future, if our present mistakes will influence so much their chance to attain happiness, how can we even try to do something?”.
Let ‘s first try to clarify a big interpretation mistake before trying, with the help of many bloggers, to find out a solution or at least some clues.
We have been injected with a distorted meaning of perfection: we can affirm that a perfect family, thus a model to look at, has nothing to do with the advertisement ones, like Barilla’s one, and that a perfect marriage is not at all traced from an Hollywood couple, that could be apparently golden, but…..
A good family is a family doing its best to fight back the life’s hits and to protect each and every components providing them enough chances for growing healthily.
 “Parents are never (luckily) perfect and children never answers completely (once again luckily) to their parent’s expectations”. Winnicot used to talk of the need, for children, of a “sufficient good” mother, not a perfect one”, for the correct development of a psychologically healthy child”, Mariolina explains.
Now, what mothers should do is to accept that the can be loved and good even though they do not act like Wonderwoman or another superhero at your choice.
Although it may seems so, like this fanny and smart post suggests claiming that single parents are actually superheros!
Moms need to learn to delegate, and to ask firmly for help: this is not a disgrace nor a dishonor! Because supermoms do exist only in the dreams of lazy fathers. Which is not the case!
It’s is indeed true that maternity improves women’s life, as Katherine Ellison claims in her books and in her website. And maternity includes asking for help and support: cooperation.
 Annie Fox suggests a procedure to delegate, a way out to protect mom’s nerve from collapsing in the attempt of attaining perfection at all costs.
And Sabrina O’Malone, in this nice collections of articles, help mothers to rationalize their need for help and support.
Perfection is not doing everything  right now, sometime is asking for help thus showing that you trust other, you can accept their imperfect way of doing things, and showing that you are as fragile as other are.
There may be a connection in this women’s search for perfection and the growing feebleness of men: what do you think about?



10 commenti:

VereMamme ha detto...

mi trovo citata in un post che viene subito dopo un'intervista a Elasti_girl, insomma sono lusingata! grazie.
Io credo che lo stress da perfezione sia molto legato a due fattori: l'esistenza di un archetipo materno scalpellato nel nostro cervello da millenni, che è quello della madre "sacra", il cui amore è purezza e perfezione. E il terrore del giudizio altrui per tutto ciò in cui noi (inevitabilmente, essendo esseri umani con bisogni umani e sensazioni ambivalenti) divergiamo da quell'archetipo.

Marjie Braun Knudsen ha detto...

I worry about the kids when the parents try hard to be perfect. What does that teach them about failure? About learning? We must fail over and over again to learn. If we are perfect, there is no room for failure, and no room to learn.

The moms that try to do it all, and accept help from no one, the martyrs, end up the most stressed of all. When they get overwhelmed, they are afraid to ask for help. The kids feel their stress. It wears down the parent-child relationship, and the relationship is EVERYTHING. (See blog attached below.)

Maybe moms need to be sold mothering in a different way. To look at it as a family partnership where everyone is responsible and helps out. To reach out to the community and neighbors for help and give help in return. If the moms understand that it is the health of their kids and their families that is at stake, maybe they can feel less guilty.
The happiest families that I see around me are the most loving and accepting of all their flaws, quirks and imperfections in themselves and others. It's the imperfections in life that bring the greatest joy. -> How else did the tv show America's funniest video's get so popular?

"Better a diamond with a flaw than a pebble without." ~Confucius, Analects

http://blog.oregonlive.com/themombeat/2010/10/6_ways_to_let_your_childs_geni.html

Adwice ha detto...

Well, let me first thank Marjie for writing the first non-italian comment. Thank you.

I believe we are all aligned: perfection is a goal to tend to without being overwhelmed by it in the quest.

Furthermore, as Marjia puts clearly, striving for perfection means teaching of daily struggles, it's a story of falls and resurrections, or trials and errors.

I may agree that Bree van de Kampt is a very beautyfull Mom, but she should not be the example for any other mom, with her desperate and cruel search for perfection in any details!

And I finally do agree with all my hearth with Marjie when she says that the happiest families are those we accept their weaknesses with humor and joy!

Thank you Marjie, I believe your blog will be a daily visit for us!

E grazie anche a Flavia di essere passata qui: un posto d'onore dopo Elasti, che come Marylin a Holliwood, ha lasciato la sua impronta rispondendo ad un paio di domande nel post dedicato a lei... mi sa che siamo un po' tutti Elasti-addicted e Elastinvidiosi... o no?
ciao
Paolo

Adwice ha detto...

A comment from Sarah Cook
http://www.RaisingCEOKids.com
I like to share with you all
Thank you Sarah!

I agree that there is a belief that we have to be "perfect" and that we can get discouraged as we miss the mark of perfection. As I have learned to let go I have give permission to those around me to do the same. It isn't easy but celebrating small victories and steps helps make the process attainable! To all the moms out there - be the best you - not the PERFECT you! Dare to be vulnerable, courageous, and even teary-eyed at times. Dare to let others see you in your imperfect moments! You will give others HOPE when yo do - especially your kids as YOU are one of their greatest role models!

K Pugliano ha detto...

Thank you for referencing my post and that you found the humor in it!

Being a parent is the best job I could ever have! And I agree that both parents should work together-
I am no supermom in the "media" sense- and never will be. No one is perfect-
Single parenting (whether that is through separation, death or choice)I felt needed a little pat on the back.

Great post!

isabel ha detto...

Uno dei fattori scatenanti lo "stress da prestazione" dei genitori credo sia anche la forte, spesso irrazionale ed illusoria volontà di eliminare con il proprio comportamento ogni tipo di dolore o stress ai bambini. In altri termini: "Genitore perfetto=figlio perfetto e felice".

Adwice ha detto...

Thank you K for passing by and leaving your comments. We do want to compete for your monthly award! And yes, we loved the humor in your post, nonetheless you were so right about the challenges faced by single parents.
And in any way that's no perfectionism, like Bree van der Kamp, is survival! Well actually much more: it providing your kids the suitable chances!

Isabel hai ragione, concordo: tuttavia credo che sia una tensione più egoistica che altruistica: figlio perfetto = non ho problemi = tutti ci stimano e invidiano. Che ne dici?

bismama 2.0 ha detto...

Penso realmente che la perfezione sia essa stessa un archetipo. Alla fine chi può definire chi perfetto?
La Perfezione è come un vestito che ti calza addosso "perfettamente"...ognuno ha la propria perfezione che, a mio parere, va a braccetto con la felicità!!!
Essere felici significa essere perfetti, per se stessi. Essere perfetti per gli altri al momento non rientra tra i miei ibiettivi primari. Pensandoci, neanche tra quelli secondari!
Io mi definisco una perfezionista ma semplicemente perchè sono stata allevata a Pane&Ambizione. Puoi fare di meglio era il mantra che mi han propinato fino a quando non sono andata a vivere da sola. Per questo, per deformazione di crescita (forse) tendo a ricercare la perfezione nelle cose. Ma cerco la MIA perfezione. Quello che a me fa stare meglio...che spesso si scontra con quello chepotrebbe far stare meglio gli altri. Qui, entrano in gioco i compromessi.
Lo stress da prestazione al momento l'ho un pò allontanato dal mio essere mamma. Lo riservo alla sfera professionale.
Come mamma, analizzandomi, ritengo di dover crescere perchè se rimango così ahinoi, ma sinceramente mi sento una brava mamma....sensi di colpa? No thanks..
Grazie mille per la citazione...
Le risposte alle tue dmande sono in arrivo. Scusami tanto ma è un periodo intenso... :D

P.s. non ho riletto, i pensieri sono lanciati così un pò a casaccio. Perdonami ma vengo fuori da una giornata terribile...ahahahahah

Adwice ha detto...

take it easy bismamma! E grazie!
Paolo

isabel ha detto...

Il consenso degli altri è una fortissima leva, è vero, che spinge noi genitori a "dopare" la nostra azione educativa.
Tra le concause del perfezionismo genitoriale anche il fatto di pensare che il nostro essere debba identificarsi con un ruolo: "io sono il mio ruolo ed il mio ruolo richiede che..."
A mio modo di vedere dovrebbe essere così: "io sono io, con i miei talenti, limiti e possibilità, che - in quanto mamma - metto a disposizione dei miei figli (oltre che di mio marito)."