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martedì 7 febbraio 2012

Le origini del bullismo? - Bullying parent




Scroll down for English version - thank you




Di tanto intanto ne scrivono.  La scorsa settimana è stata la volta di Antonio Polito. Tempo fa fu Giorgio Pansa, un ben noto opinionista, a pubblicare un articolo estremamente provocatorio contro i genitori affermando che i genitori di oggi sono la principale causa della diffusione del bullismo. Genitori come generatori di bulli quindi. Citando un insegnante nel suo pezzo scrive che i genitori oggi sono i sindacalisti dei figli: ammettono tutto, sono sempre pronti a difenderli in ogni circostanza, anche in quelle in cui i ragazzi sono palesemente in torto. Così facendo invece di educarli li spingono verso il bullismo. Sono alla fine solo finanziatori delle malefatte dei figli.
La posizione è ovviamente eccessiva, volutamente esagerata, per risvegliare l’attenzione su un problema che sta diventando rilevante. Ciò detto non è che Pansa e Polito (ci torneremo su) abbiano poi così torto. Anzi. 
Credo che noi genitori abbiamo finito per non comprendere che cosa sia l’amore e che il nostro compito non sia quello di dare ai figli tutto quello che vogliono o giustificare tutto quello che fanno, quanto di aiutarli a scolpire la loro personalità costruita sulla comprensione di ciò che è bene e ciò che è male. E per dire no, per dire tanti "no!".
Se ne parla diffusamente in questo post sul blog di Costanza Miriano.
E voi che cosa ne pensate?

English version




It's a frequent subject. 
Recently  Antonio Polito wrote an article. Some time ago it was another Italian opinion maker who launched a provocation on an Italian newspaper about the deterioration of parents. 
He claimed that parents are the principal cause of the multiplication of bullies. Quoting a teacher he affirmed that parents are playing nowadays the role of trade unions for their sons. An the role of trade unions in Europe and Italy is well known.
He argues that parents have to be abolished because they are miseducating their kids teaching them that they are allowed to do everything and just financing them.
Of course he knows very well that he is provoking to wake us up and that the situation is not so bad. Having said so I do agree with him, with his approach. I do believe that we, parents, have mistaken what love should be and that we are not there to satisfy and justify everything that our kids want or do, but to help them to sculpt their personality while understanding what is good and what is evil. And to say no.
What do you think about? 


5 commenti:

Stefano Manfrin ha detto...

Domenica scorsa una mia cara amica, collega insegnante, mi ha detto questa frase: "i figli sono lo specchio della loro famiglia". Ora, generalizzare non va mai bene, ma credo ci sia un fondo di verità in questa affermazione, se non altro per ciò che vedo quotidianamente a scuola. Se è vero che fin dalla vita intrauterina i genitori possono interagire con i figli, e quindi influenzare la loro personalità, e se è vero che i primi tre anni di vita, cioè quelli più a contatto con i genitori o eventuali altre figure di riferimento, sono decisivi per la formazione del carattere della persona, capiamo quale grande responsabilità incomba su mamma e papà riguardo alla formazione del figlio. Non sono uno psicologo, questo è ciò che mi sembra di aver compreso dal mio cammino formativo di cristiano e di insegnante, comunque sono nozioni che mi sono state date da persone sicuramente competenti.

Paolo Pugni ha detto...

Sicuramente è vero, vorrei però evitare generalizzazioni, come fai tu Stefano.
Ricordo un testo di don Mazzi in cui si affermava, e mi trovo d'accordo, che puoi darti da fare in tutti i modi per rendere i tuoi figli perfetti, e fallire miseramente; puoi darti da fare in tutti i modi per rovinare i tuoi figli, ed avere sicuramente successo.

Questo per dire tre cose
1) è più facile rovinare i figli che renderli dei "galantuomini"
2) quantunque ti sforzi comunque le cose possono andare male (il contrario è assai più raro)
3) per la libertà della persona umana, non esiste (per fortuna) una relazione matematica tra famiglia e figli

Ciò detto non intendo ovviamente negare le conseguenze di una cattiva educazione.

Ci torneremo sopra...
grazie!

Stefano Manfrin ha detto...

Altro aspetto che reputo importante: penso a quell'affermazione che mi è tanto cara "La parola suona, l'esempio tuona"... non è che l'insuccesso educativo dipenda maggiormente dall'esempio dei genitori (quindi anche da comportamenti che non sono interventi educativi espliciti e diretti) che da ciò che i genitori cercano di trasmettere e far capire solo oralmente? Non alcun dubbio sulla bontà di ciò che cerco di insegnare a mia figlia quando la richiamo a parole, ma cosa si sta bevendo quando mi osserva mentre vivo la mia vita quotidiana?

Paolo Pugni ha detto...

Concordo Stefano dobbiamo stare attenti: i ragazzi ci guardano. C'è un post di questo blog proprio su questo tema.

http://famigliefelici.blogspot.com/2010/11/i-figli-ci-guardano-children-mirroring.html

Stefano Manfrin ha detto...

Ah, ecco... grazie della segnalazione!