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sabato 29 gennaio 2011

Intervista a Vivienne Borne - Interview with Vivienne Borne

Prossimo post Next post Martedì/Tuesday 01 febbraio 2011

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Vivienne è una delle più interessanti blogger di temi familiari. La sua pagina ("My Real Life Parenting") è una vera miniera per i genitori che cercano suggerimenti e spunti per la loro quotidiana fatica educativa. Vivienne non condivive con noi solo  le sue esperienze personali ma le arricchisce con considerazioni sagge motivando perché ha agito in un certo modo e fornendo così sempre più stimoli ai suoi lettori. La sfida quotidiana che ogni genitore affronta per dare il meglio ai propri figli e prepararli alla vita si basa, nei post di Vivi, su valori solidi e si può realmente toccare con mano lo sforzo di cercare sempre la soluzione migliore: per i ragazzi ovviamente, non per la nostra comodità. Non ci sono scorciatoie nell’educazione. E questo appare in modo evidente nel suo blog. Vediamo che cosa ha da dirci in questa intervista sulla famiglia e sull’educazione.

1. Com’è iniziata la tua carriera di “blogger”? Per quale motivo hai deciso di pubblicare un blog sulla famiglia?
"La mia carriera come blogger è abbastanza recente, mentre la passione per la scrittura risale alla mia infanzia. Mi ha sempre divertito scrivere. Sto lavorando ad un libro sulla mia vita con i figli ormai da molti anni. Ma con una vita così impegnativa e 4 figli da crescere, ho deciso di creare almeno un blog e di iniziare a tenere traccia degli avvenimenti dal momento presente in avanti visto che nessuno può sapere quando riuscirò finalmente a portare a termine il libro.
Ho sempre scritto soprattutto sulla mia famiglia perché ho sempre avuto tanto da scrivere.  Con una famiglia così numerosa che fa così tante cose – cose ne succedono. Io ne sono il magnete. “Se qualcosa sta per accadere, sta per accadere a me”. Alcuni giorni riesco a trovare dell’umorismo in quelle parole e a sentirmi divertita da tutto questo.  Altri giorni no. Si tratta comunque della verità. Per motivi a me sconosciuti, le cose più divertenti e più strane capitano in mia presenza o in un modo che senza dubbio ha un impatto sulla mia vita. E’ diventato prevedibile da parte di amici e parenti quando racconto qualche storia del mio viaggio.  Dico “viaggio” perché dal momento in cui io e mio marito ci siamo sposati siamo salpati in questo viaggio attraverso la vita.  Alcune giornate sono soleggiate e con una navigazione tranquilla, altre sono tempestose ed il mare imperversa.  Alcuni giorni vorresti fermare la barca e scendere! Comunque è il nostro viaggio insieme, che abbiamo intrapreso volontariamente. Le probabilità che a qualcuno capitino le cose nel modo in cui sono capitate a me hanno dell’incredibile.  Ma io sono la donna fortunata che Dio ha scelto per vivere questo viaggio. Non so dove siamo diretti, cosa sta per succedere - ma almeno una cosa la so – ho voluto tutto questo. L’ho programmato. L’ho creato."

2. Tre dei tuoi quattro figli sono adolescenti: com’è la vita per un genitore in questa strana fase?
"E’ simile ad una montagna russa. Ci sono giorni in cui scaliamo un’alta vetta, procedendo lentamente e cercando di raggiungere la cima. Altri giorni è spaventoso come stiamo scivolando giù. Alcune giornate sono tranquille e sono orgogliosa delle persone meravigliose che vedo emergere in loro.  Ci sono poi giornate in cui mi guardo indietro e sento male al mio stomaco e mi chiedo come siamo riusciti ad andare finora così fuori pista e per questo devo prendere la corsa per ricominciare.  Si tratta certamente del periodo più difficile per un genitore.  Mi fa porre domande e rivalutare me stessa quotidianamente. Mi sfida come genitore e come persona. E’ anche un modo per riflettere sulla mia stessa adolescenza e ricordare i miei sentimenti ed incontri.  Talvolta è piacevole, talvolta è dura."

3. Hai scritto abbastanza spesso riguardo le mamme ed il lavoro materno: cosa dovrebbe essere una mamma per te? Più simile a Bree van der Kamp o molto meno perfetta, qualcosa di simile ad una mamma “sfaccendata”? E perchè?
"Penso che sia importante trovare un equilibrio. E 'così facile farsi prendere in un'immagine che pensiamo sia quella in cui il mondo ci vuole ritrarre. E’ fondamentale rimanere fedeli a se stessi. Sto imparando che il tempo passa davvero in fretta. Le persone te lo dicono – ma non ci credi mai. E’ fondamentale rallentare  e godersi il tempo a disposizione con i figli. Può sembrare di avere tutto il tempo del mondo – ma prima che te ne accorga sono adolescenti e si stanno preparando a lasciare il vostro nido. E’ molto importante prendersi il tempo per essere presenti e prendersi cura dei propri figli. Devono venire per primi. Vogliono il vostro amore ed attenzione più di qualsiasi altra cosa. Ma è importante anche che ti vedano come esempio responsabile che si prende cura anche di altre cose importanti per te stesso. Li aiuta a sviluppare la loro individualità e li prepara per una vita di responsabilità. Io ho imparato che la maternità è la mia priorità numero uno. Non ci sono seconde opportunità."

4. Grazie al tuo blog hai un punto di vista privilegiato: quali sono i soggetti che sembrano destare maggior interesse tra i tuoi lettori?
"Penso che i miei lettori apprezzino la mia onestà e la mia sincerità. Non vogliono sentire quanto tutto sia meraviglioso. Vogliono qualcuno che  partecipi alle loro difficoltà e riconosca le loro emozioni. Ognuno sa cosa succede davvero nelle nostre case e nelle nostre famiglie – ma solo pochi sono disposti a mettersi là fuori e dirlo. La società si preoccupa così tanto delle apparenze invece che della realtà. A me piace essere sincera. I genitori possono raccontare. Si sentono sollevati e non soli. Fa sentire uniti i genitori di tutto il mondo".

5. Da quanto puoi vedere dai commenti lasciati nel tuo blog quali sono le principali preoccupazioni delle famiglie americane?
"Le famiglie americane lottano cercando di fare troppe cose e di essere perfette in ognuna.  La semplicità è un ideale oramai perso. Abbiamo abbandonato il tempo della vita familiare tranquilla, delle cene attorno a un tavolo e i nostri figli al primo posto. Abbiamo indossato i panni dei “supergenitori” che corrono da una cosa all’altra, da un’attività all’altra.  Ci impegniamo in molto più di quanto dovremmo- e non abbiamo ancora visto come rompere il cerchio. Nessuno è disposto a esporsi dicendo che tutto questo è troppo.  Crescere dei figli è diventato un lavoro molto competitivo. Ognuno cerca di far sì che i suoi figli siano i migliori in ciascuno sport o attività. I bambini non possono mai essere semplicemente bambini.  Spesso ho ricordato che quando ero giovane passavo ore a dondolare su un’altalena, a cantare canzoni e a guardare le nuvole. I bambini hanno bisogno di tutto questo. Sono super impegnati. I genitori si ammazzano cercando di accontentare tutti e tutto piuttosto che cercare le loro priorità. Nella nostra ricerca di perfezione siamo molto deludenti."

6. Potresti dare tre suggerimenti ad una famiglia che sta crescendo? Cosa dovrebbero fare i genitori?
"Primo – vivete nel momento. Non abbiate fretta di porre fine a qualcosa perché pensate di avere qualcosa di più urgente da fare. Ascoltate i vostri figli quando vi parlano. Dategli la vostra piena attenzione – la meritano.  Il tempo scorre troppo in fretta per non farlo. Prima che ve ne accorgiate saranno adolescenti interessati solo a trovare una strada fuori dalla vostra casa.
Secondo – insegnate l’importanza della famiglia. La famiglia viene seconda solo a Dio. Io ho detto ai miei figli che la famiglia è ciò che è con te quando nasci ed è con te quando lasci questo mondo. In mezzo tutte le altre persone vengono e vanno. La famiglia è tutto.
Terzo – vivete le vostre vite come vorreste che i vostri figli vivessero le loro. Non pensate di poter dire loro una cosa mentre gli date un diverso esempio! Se volete che i vostri figli siano onesti, lavoratori, individui rispettosi è questo ciò che dovete essere. Voi siete l’esempio da cui impareranno. Non potete rendervene conto quando sono molto piccoli ma ad ogni momento stanno guardando qualsiasi cosa fate e dite. Quando saranno adolescenti vi faranno notare ogni  momento ipocrita che avete vissuto. Fa molto riflettere. A volte devi trovarti faccia a faccia con i tuoi difetti di carattere per essere un genitore migliore e crescere un figlio migliore."  
English version




Vivienne is a smart and sharp blogger. Her  blog ("My Real Life Parental") is a mine for parents looking for suggestions and clues in their everyday duty. Sharing her personal experiece Vivienne enrich her texts with wise consideration about the reasons that move her to act that way. The daily strive to be a good parent and to raise kids so to prepare them for life is based, in her posts, on solid values, and you can truly sense and even touch the efforts to always look for the best solution: for the children of course. Not for our pleasure. There are no shortcuts in education and this is clearly evident in her blog. Let’s read what she as to tell and suggest us in this interview.

1. How did your blogger career started? Why you decide to publish a blog about family?
"My blogging career is fairly recent while my personal writing goes back to my childhood.  I have always enjoyed writing and journaling.  I have been working on a book about my life raising my children for what seems like many years now.  But with such a busy lifestyle raising 4 children, I decided to at least put a blog together and start recording events from the present into the future as one will never know when the book will finally be finished.
I have always written about my family mostly because I have had so much to write about.  With so many family member doing so many things – stuff happens.  I am the “stuff magnet”.  “If some stuff is going to happen it’s going to happen to me.”  Some days I can find the humor in those words and feel amused by it all.  Other days it just ticks me off.  None the less, it is the truth.  For some unknown reason, the funniest but most odd things occur either in my presence or in a way that no doubt will impact my life.  It’s become a predictable comeback from friends and family when I tell a tale from my journey.  I say “journey” because from the moment my husband and I married we have set sail on this trip through life.  Some days are sunny and smooth sailing, some days are stormy and the seas are raging.  Some days you feel green like you just need to stop the boat and get off!  However, it is our journey together that we started purposely.  The odds of someone having things happen to them the way they have happened for me, have got to be incredible.  But here I am the lucky woman that God has chosen to navigate this journey.  I have no clue where we are headed, what is coming next and for that matter most of the time it's beyond me where we have been the day before – yet one thing I do know – I wanted this.  I planned this.  I created this." 

2. Three out of your four children are all teens: what is life for a parent in this weird époque?
"It is similar to a roller coaster.  There are days that we climb an enormous hill, ticking slowly along trying to reach the top.  Other days it is horrifying like we are taking the plunge down the huge hill.  Some days it is peaceful and I am proud of the wonderful people that I see them emerging into.  Then there are the days that I look back and feel sick to my stomach and wonder how we have managed to get so far off track and why I got on the ride to begin with.  It is most certainly the most difficult stage of life to parent by far.  It makes me question and reevaluate myself on a daily basis.  It challenges me as a parent and as a person.  It also is a way to reflect on my own adolescence and remember my own feelings and encounters.  Sometimes that is nice – sometimes that is rough."

3. You wrote quite often about moms and the "mom-job": what should be a mother for you? much more like Bree van der Kamp or much less perfect, quite close to a lazy mom? and why?
"I think it is important to find a balance.  It is so easy to get caught up in an image that we think the world wants us to portray.  It is critical to stay true to yourself.  I am learning later rather than earlier that the time really does pass quickly.  People always tell you – but you never believe them.  It is imperative to slow down and enjoy the time you have with them.  It might feel like you have all the time in the world – but before you know it they are teenagers and they are preparing to leave your nest.  It is very important to take the time to be there to attend to your kids.  They have to come first.  They want your love and attention more than anything.  But it is also important that they see you as a responsible example taking care of other things that are important to you.  It helps them to develop their individuality and prepares them for a life of accountability.  I’ve learned that motherhood is my number one priority.  There are no second chances."

4. From your blog you have a special point of view: which are the subjects that seem to be more interesting for your readers?
"I find that my readers enjoy honesty and my candor.  They don’t want to hear how wonderful everything is.  They want someone who is going to commiserate with them about the difficulties and validate their emotions.  Everyone knows what really goes on in our homes and our families – but so few are willing to put themselves out there and say the words.  Society is so worried about appearances instead of being real.  I just like to be real.  Parents can relate.  They feel uplifted and not alone.  It brings unity to parents all over the world."

5. From what you can see from the comments left in your blog which are the main issue of american families?
"American families struggle with trying to do too many things and be perfect with all of it.  Simplicity is a lost ideal right now.  We’ve abandoned the time of quiet family time, dinners gathered around a table and putting our children first.  We’ve taken on the roles of “superparents”, rushing from event to event and activity to activity.  We engage in much more than we should– yet we can’t seem to break the cycle.  No one is willing to stand up and say enough is enough.  Raising children has become a very competitive business.  Everyone is looking for their child to be the greatest in each sport or activity.  Kids just never get to be kids.  I’ve often said that when I was younger I spent hours swinging on a swing set, singing songs and watching the clouds.  Kids need that.  They are overscheduled.  Parents are killing themselves trying to accommodate everyone and everything rather than finding their own priorities.  In our quest for perfection, we are disappointing many."

6. Can you give as three suggestions for raising a family? What should parents do?
"First – live in the moment.  Don’t be so quick to put off something because you think you have something more pressing to do.  Hear your children when they speak to you.  Give them your undivided attention – they deserve it.  Time goes entirely too fast not to.  Before you know it they are teens that are only interested in finding a way out of your house.
Second – teach the importance of family.  Family comes second only to God.  I’ve told my kids your family is there with you when you are born and there with you when you leave this world.  In between all sorts of people come and go.  Family is everything. 
Third – live your life as you would have your children live theirs.  Don’t think that you can say one thing to them then live another example.  Do as I say and not as I do will backfire on a parent every time!  If you want your children to be honest, hardworking, respectful individuals that is who you must be.  You are the example they will learn from.  You may not realize it when they are very young but they are watching everything you do and say at every twist and turn.  Once they are teenagers they will point out every hypocritical moment that you lived.  It is very sobering.  Sometimes you have to come face to face with your own character flaws to be a better parent to raise a better child."
mercoledì 26 gennaio 2011

Le due facce dell'amore - Love's two faces


Prossimo post Next post Sabato/Saturdaday 29 gennaio 2011
Interview with Vivienne Borne - intervista a Vivienne Borne


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Stavo leggendo un recente libro-intervista, quando sono stato colpito da una considerazione dirompente: l'educazione dovrebbe considerare la punizione come uno strumento d'amore.
Suona molto strano in una società che tende ad abolire qualsiasi cosa che potrebbe anche lontanamente suonare come violento. Ma come sempre “in medio stat virtus”: la verità, il valore e la virtù si trovano tutte in mezzo. Attenzione: in mezzo, a metà, non significa compromesso, perché il compromesso è la morte della verità; a metà in questo caso significa al punto giusto. Non si tratta di neanche di una media tra l'eccesso e il difetto, anzi esattamente del contrario: eccesso e difetto sono definiti rispetto alla verità che è saldamente ferma.



Un eccesso quindi di tranquilla e dolce motivazione non può funzionare. So che in questo modo sto provocando, e che posso incontrare opposizione, ma credo davvero che la punizione sia un dovere ineludibile dei genitori nell'educare i propri figli. Ovviamente non sto parlando di punizioni corporali, che sono pura violenza. E neppure di pressione psicologica.

Perché dunque la punizione è un atto d’amore? 

Prima di tutto perché è quello che dobbiamo affrontare nel corso della vita: sofferenza intendo o dolore o difficoltà, e dobbiamo esserne preparati, e l'educazione è destinata a fare esattamente questo.

Secondo perché abbiamo tutti quanti delle responsabilità e se falliamo ne paghiamo le conseguenze. Che sono proporzionali ai nostri doveri e responsabilità. Non studiamo? Possiamo prendere una nota di demerito. Saltiamo un incontro di lavoro? Perdiamo il nostro lavoro. Ci comportiamo male ad un appuntamento? Perdiamo il partner.  E così via. Così è la vita: una lunga catena di responsabilità e conseguenze; comportamenti immediati hanno conseguenze a lungo termine. E come genitori abbiamo il dovere di insegnare questa legge inevitabile ai nostri figli.

In terzo luogo perché se falliamo tradiamo i nostri figli, ed i nostri doveri. Mi spiego meglio: abbiamo già discusso e concordato sull’importanza di dire no ai nostri figli:  dobbiamo costruire per loro dei muri e dobbiamo stabilire regole e limiti (con fatti e non solo a parole). Non farlo può avere pesanti conseguenze, come abbiamo visto in due lezioni natalizie. Ora, ipotizziamo che le regole siano state infrante. “Non puoi andare in discoteca con i tuoi amici” o “Non puoi mangiare quel biscotto” e invece, contro il nostro divieto, nostro figlio sia andato in discoteca e nostra figlia abbia mangiato il biscotto. E’ un atto d’amore punirli.

Cosa stiamo in realtà dicendo loro in entrambi i casi?

Non punendoli: la mia parola è inutile e vuota, puoi fare ciò che vuoi indipendentemente da ciò che dico. Non ho idea su cosa fare con te e sono così debole che mi potresti manipolare come vuoi. E ancora, la vita è Disneyland: si può sempre prendere il meglio, anche mentire e imbrogliare, non sarai punito per questo.

Punendoli: le mie parole hanno importanza, e devi comprenderlo. Mi interessa di te e quando dico “no” è perché ho analizzato la questione e sono arrivato alla conclusione che era la cosa migliore per te. Io non sono qui per essere preso in giro e devi imparare che tutte le azioni hanno delle conseguenze. E che la vita può essere difficile e di solito colpisce, se si cerca di ingannarla.

Questo è il motivo per cui dobbiamo punirli, per cui dobbiamo essere severi. Non è un nostro diritto, è un nostro dovere.

Dobbiamo discutere su come possiamo farlo. Non ora: vi lascio con questo eccellente post scritto da Vivienne Borne, di cui pubblicheremo nel prossimo post l’intervista, ed il suo brillante blog. Parla di punizioni ed  i suoi spunti sono davvero interessanti.

Detto questo mi piacerebbe molto avere il vostro parere su questo, soprattutto se avete un punto di vista diverso, in modo che si possa discutere con rispetto e serietà su un tema così importante.

Grazie


Ecco i post di riferimento precedentemente apparsi su questo blog:"Adolescenti? Educhiamoli da piccoli!"; "La stanza buia e il muro"; "Quando la mamma - e il papà perdono la testa-"; "Bulli e pupe"; "Fatti non parole"




English version

I was reading a recent interview-book when I was hit by a smashing consideration: education should consider punishing as loving mean


How that sounds weird in a society that tends to abolish anything that could even weakly sounds as violent. But as usual in medio stat virtus: the truth, the value and the virtue all stand in the middle. Take care: middle does not mean compromise, since compromise is the death of truth: middle in this case means the right point. Actually it’s not an average between excess and lack, indeed exactly the opposite: excess and lack are defined compared to the truth which stand firmly. 

So an excess of smooth motivation can’t work. I know we are provoking here, and that we can face opposition, but we do really believe that punishing is an unavoidable duty of parents in education. We are not talking of body punishing of course. That’s true violence. Neither psychological pressure.





Now, why punishment is an act of love? 


First because it’s what we face during life, suffering I mean or pain or challenges, and we have to be prepared to, and education is intended to do exactly this.


Second because we fare responsibility and if we fail, we undergo consequences. Which are compared to our duty and our responsibility. We do not study? We can get a bed note. We miss a business meeting? We lose our job. We misbehave in a date? We lose the partner. And so on. That’s life: a long chain of responsibility and consequences: short term behaviors have long term consequences. And as parents we have to teach this inevitable law to our kids.


Third because if we fail we will be betray our kids, and our duty. Let me explain: we have already discussed and agreed on the relevance of saying no to our kids : we have to say “no” because we love them and we have to establish rules and walls to avoid bad consequences as two Christmas lessons told us . Now, let’s assume the rules is broken. “You can’t go to the disco with your friends” or “you can’t eat that biscuit” and actually, against our prohibition, the boy goes to the disco and the girl eats the biscuit. Is an act of love punishing them.


What are we actually telling them in both case?

Not punishing: my word is useless and empty, you can do what you want regardless of what I say. I have no clue on what to do with you and I’m so weak that you could manipulate me as you want. And furthermore, life is Disneyland: you can always take the best, even lying and cheating, you won’t be hurt for this.

Punishing: my words counts and you have to understand this. I do care for you and when I say no it’s because I have considered the question and concluded what was the best for you. I’m not here to be cheated and you have to learn that all actions have consequences. And that life can be hard and usually strikes back if you want to trick.

This is way we have to punish, we have to be severe. It’s not our right, it’s our duty.


We have to discuss how we can do that. Not now: I just leave you with this excellent post from Vivienne Borne whose interview will be publish in next post, and her smart blog. She talks about punishment and her clues are really interesting.


Having said that  I really like to have you opinion on that especially if you have a different point of view, so that we could discuss respectfully and seriously on a very important subject.


Thanks

Precedent posts appeared on this blog on the same subject: "Let's save the teens...when they are kids!"; "The dark room & the wall"; "Moms - and dads- getting mad"; "(Bad) guys and dolls"; "Deeds not words"

lunedì 24 gennaio 2011

Il dilemma della bambina in aeroplano - The girl-on-a-plane dilemma



Prossimo post Next post Giovedì/Thursday 27 gennaio 2011


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Arrabbiarsi o non arrabbiarsi? Questo è il problema! Rimproverare i figli degli altri oppure no? Spiegare quattro cose sull’educazione ad altri genitori oppure lasciar perdere?

Ecco i fatti: stavo volando verso una destinazione nel Sud della nostra penisola, e nella fila proprio dietro di me sta una famiglia. Mamma giovane, papà… un po’ meno, due figlie a occhio una di cinque e una di due e mezzo o poco più. Il volo: un incubo!
La piccola teppista non ha smesso di piangere, urlare, lamentarsi, fare capricci per tutto il volo. Nulla le andava bene. L’avevo già sgamata in aeroporto: stessa storia. Urlettini, capricci: irrefrenabile. Stavo andando fuori di testa.

Per due ragioni principali, che tra parentesi non sono affatto razionali:

1.     Mi irritava al punto che non mi è stato possibile leggere il libro che avevo con me
2.     I suoi genitori non tentavano neppure di fermarla mostrando un mino di fermezza: cercavano solo di calmarla coccolandola, blandendola, deviando il suo interesse verso altro di più interessante. Non una parola di rimprovero per arrestare quella devastante marea di strilli.

So che la sto prendendo personalmente e che esagero. E’ voluto. Detto questo vorrei proprio la vostra opinione su due problemi generali che possono essere messi in luce da questa situazione. Non mi interessa parlare di questo caso, che prendo come esempio, icona, di situazioni e problemi più ampi, generali. Dimentichiamo la piccola streghina (che si divertiva immensamente ad urlare e far fare ai genitori quello che voleva) come bimba, consideriamola come immagine di casi analoghi.

Prima domanda: si deve agire in casi simili? Solo accrescere la propria pazienza e starsene calmi? Busta numero 1: direi ai genitori che cosa pensiamo di loro. E del loro piccolo mostro. E finire in una rissa c’è da augurarsi solo verbale. Busta numero 2: pensare “povera piccola, ha ragione anche lei, è in una circostanza difficile. Che cosa potrebbe fare la bimba?” e cercare di sorridere alle persone intorno a te.
Nel caso specifico alla fine ho aperto la seconda busta, non perché ne fossi convinto. Lo ammetto: avevo timore delle conseguenze. Ovviamente è molto più politicamente corretto pensare che l’opzione due sia la migliore e soprattutto l’unica cosa da farsi. Sicuri? Personalmente non riesco a trovare una spiegazione razionalmente valida, ma la scelta uno mi attira di pancia enormemente!

Seconda domanda: che cosa avrei fatto io, se mi fossi trovato in quella situazione, se fossi stato io il papà di quella bimba? Che cosa si può fare in casi simili? E’ evidente che la piccola stava usando tutto il suo potere per dominare la situazione. Stava affermando che era lei a comandare. Stava usando i suoi urli come un’arma per controllare i genitori e l’ambiente. Vedevo la sua faccia beata quando strillava e nessuno cercava di fermarla mettendo in discussione il suo controllo. Rimproverandola insomma. Fossi stato io il padre, avrei dovuto cercare di calmarla distraendola e coccolandola o piuttosto non avrei dovuto  affrontarla con fermezza? Certo, la pancia di un aeroplano in volo stracolmo non è il posto migliore per mettersi a fare il duro. Ho avuto però l’impressione che il problema, in questo caso preso come esempio per altri, fosse molto più profondo.

Di certo la piccola mostrava un carattere decisamente forte, molto più della sorella maggiore che sedeva calma e in qualche modo spenta. Come si può gestire un simile carattere? La mia impressione è che si debba trovare un punto di equilibrio tra l’arrabbiarsi eccessivamente, finendo per agire solo con rabbiosa vendetta e il permettere di tutto per evitare il ripetrsi di capricci e strilli. Ci sono ci tanti, troppi, bambini tiranni intorno a noi che non si può non credere che non ci siano troppi genitori fragili.

Cosa ne pensate? Potete aiutarmi a rispondere a queste domande? Grazie per mettere le vostre idee in comune con noi!




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To scream or not to scream? Now that’s the problem: should you reproach other  parents’ kids or not? Could you educate other parents or not?

That’s the fact: I was on a plane and the row just behind me was occupied by a family. Young wife, elder husband, two daughters. Let’s say five and more than two. The flight? A nightmare! The little one never stop crying, groaning, shouting, screaming, nothing suited her. I had noticed her before boarding: same story. I got mad. 


For two main reasons, which by the way can also be not reasonable at all.
1.     She irritate me to the point that I could even read my book.
2.     Her parents didn’t even try to fight! Just cuddling her, and no harsh words to stop that flood of shrieks!


Now I understand very well that I’m taking it personally and that I’m exaggerating. Let’s say it clearly. Having confessed that, I’d like to ask your opinion on two general problems that this specific situation just points out. Let’s use it as an icon for two more frequent issues. Forget about the nasty little girl, who enjoyed her shouting (she was absolutely not in pain since she was smiling as soon as she got attention from her weak mom).

First question: should we do something in similar cases? Or just improve our patience and stay put? First choice: tell their parents what do you really think about them. And start a hard quarrel. Second choice: just think “she’s only a little girl in a tough situation. Poor girl, what could she do?” and try to smile to the people around you.
I took the second chance, but not because I believe it was the best thing to do. I admit: I was afraid of consequences. Of course it’s much more politically correct to believe that option two is the only one to think about. Are we sure? Personally I can’t give a rational answer although I feel, down deep inside, that saying a little word to them….

Question two: what would I have done in the same situation? What if I were her dad? What can we do in similar situation? Clearly the baby was using all her power to dominate the situation. She was making a statement: I am the one who rules. She was using her screams as a weapon to dominate her parents and the environment. I saw her delighted face when she was crying and no one tried to argue with her. Should we just try to calm her offering gifts or could we face her firmly? Of course being on a plane is not the best place to be harsh. But it seemed to me that the problem was much greater than that. For sure that was a strong personality, much steady than her sister, which sit quite and in some way “switched off”.

How can we handle such a character? My impression is that we have to find out the right balance between showing bad temper and just acting on revenge and allowing everything to avoid screaming and maggots. There are too much tyrant kids around not to believe that there are too much feeble parents around.


What’s you point? How can you help me with these questions? Thanks for sharing your ideas with us!

venerdì 21 gennaio 2011

Intervista a Courtney Hutson - Interview with Courtney Hutson


Breaking news: I24 gennaio alle ore 20.45 presso il teatro Colosseo, in viale Montenero 64 a Milano, attraverso una interessante tavola rotonda verrà presentato il saggio di Mariolina Migliarese La famiglia imperfetta


Prossimo post Next post Monday/Lunedì 24 gennaio 2011


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Courtney Hutson è una mamma che lavora da casa molto impegnata, ha quattro figli sotto i dieci anni ed è l’orgogliosa creatrice del blog "One Bored Mommy"!  
E’ diventata una mamma blogger quando si è dovuta trasferire dalla California al Connecticut e si sentiva molto sola e annoiata ..  Courtney lesse allora per caso un articolo su Yahoo sulle mamma che gestiscono dei blog e..."perché non provarci!".. 
Il blog “One Bored Mommy” è soprattutto un blog di recensione che offre opinioni sincere ed oneste di una mamma che utilizza davvero i prodotti esaminati. E mescola questi consigli per gli acquisti alle storie di famiglia.
 
1. Com’è nato il tuo blog? Qual è il motivo che ti ha spinto a crearlo?
"Trasferirmi (dalla California al Connecticut) durante i freddi mesi invernali mi ha causato molta noia(da qui il nome del mio blog). Dopo aver letto su Yahoo un articolo sulle mamme che gestiscono dei blog, ho deciso di fare un tentativo. Data la mia esperienza passata come PR ho scoperto che il blog era anche un modo per dare libero sfogo al fatto di essere una mamma casalinga di quattro bambini di 9, 7, 4 e 2 anni".
 
2. Il tuo blog è una miscela di storie familiari e recensioni di prodotti: questa soluzione è apprezzata dai tuoi lettori?
"In un primo momento, il “One Bored Mommy Blogspot” era solo il blog in cui recensivamo i prodotti. Avevo anche un mio blog personale, "familiare". Ma quando la richiesta per “One Bored Mommy Blogspot” è cresciuta, ho deciso di unificarli. Cerco di non aggiungere molte informazioni personali (come nomi, luoghi, ecc), ma, allo stesso tempo,voglio che i miei lettori si sentano legati a me in quanto mamma. Grazie ai riscontri che sto ricevendo dagli utenti che seguono il blog, posso dire che a loro questa formula piace".

3) Sei una mamma che lavora da casa: il tuo blog è una soluzione positiva per le mamme che vogliono lavorare e restare a casa? Lo consiglieresti?
"Avere un blog è un ottimo modo per le mamme casalinghe per evadere dalla restrizione delle loro case, e per restare in contatto con il mondo esterno. Anche se il mio blog fa recensioni di prodotti (i prodotti vengono inviati alla nostra famiglia, a titolo gratuito, per farceli provare, assaggiare erevisionare), scrivendo il mio blog, non ho dei guadagni fissi. Ci sono state occasioni in cui sono statapagata per aggiungere pubblicità o link ai miei post o alle barre laterali, ma nella maggior parte dei casi la pubblicità del mio blog è una pubblicità libera, "passa parola", per le aziende con cui lavoriamo".

4. Quali sono gli argomenti che i tuoi lettori apprezzano maggiormente? Perché, secondo te?
"Senza alcun dubbio, i miei lettori amano sopra ogni cosa gli omaggi! Chi non vorrebbe vincere qualcosa gratuitamente semplicemente lasciando un commento?
Questo è comprensibile, specialmente ora che la nostra economia sta attraversando un momento difficile… comunque, mi piace anche l’attenzione che i lettori hanno per gli altri miei post (quelli che non prevedono omaggi gratuiti). Quando le aziende mi dicono che le loro vendite sono aumentate grazie ai miei post, capisco che sto facendo un buon lavoro".

5. Dal tuo punto di vista quali sono le principali questioni che i genitori devono affrontare al giorno d'oggi?
"Secondo me, essere un genitore non è un lavoro facile (sia che si lavori o che si stia a casa). Insegnare ad un neonato, poi ad un bambino, poi ad un adolescente ... a diventare una persona con convinzioni morali, etiche e spirituali è una vera impresa. Probabilmente la più grande difficoltà che sto vedendo negli Stati Uniti è tenere i ragazzi lontani dalle droghe (di qualsiasi tipo) e farli diventare dei buoni membri della società. Imparare a distinguere il giusto dallo sbagliato e capire dove sta la linea di divisione tra di essi. Per questo servono molte preghiere, perseveranza e la lode per i genitori che riescono ad avere successo in questi tempi".

6) Potresti darci tre suggerimenti per crescere una famiglia?
"In primo luogo - Pregate incessantemente per il vostro bambino! La preghiera non solo incoraggia voi (in quanto genitori), ma è anche in grado di darvi tranquillità quando il vostro bambino si trova per conto proprio a fare i conti col mondo esterno.
In secondo luogo - Assicuratevi che i vostri bambini sappiano che gli volete bene ... non importa come! Questo è molto importante! Che sappiano di avere un posto sicuro in cui tornare, anche se hanno commesso un errore (grande o piccolo che sia). Dio ha messo questi bambini tra le vostre braccia per essere vostri per tutta la vita ... non fino a quando a voi non dispiaccia.
Terzo - Ricordate che i genitori non sono perfetti! Potete fare solo ciò che potete! Il vostro bambino può scegliere di andare in qualsiasi direzione voglia, non importa quanto voi abbiate cercato di guidarlo verso quella giusta. Abbiate solo fiducia di aver fatto abbastanza amandoli, prendendovi cura di loro e istruendoli, così che, quando ne avranno più bisogno, potranno contare su questi insegnamenti!" 

English version 
 
Courtney Hutson is a very busy SAHM of four amazing kids and proud owner of the "One Bored Mommy Blog"! 
She became a Mommy Blogger when  they moved from California to Connecticut and she was extremely lonely and bored.  Courtney came across an article on Yahoo about Mommy blogging and thought..."I'll give this a try".. 
The One Bored Mommy Blogspot is mainly a product review/giveaway blogspot that offers honest opinions of a mommy who actually uses the products reviewed. And tells nice stories about her family.


1)  Which was the origin of your blog? why you got the idea of it? 
"Moving cross country (from California to Connecticut) during the COLD winter months caused me severe BOREDOM (hence the name of my blog).  After reading a Yahoo article about Mommy blogging, I decided to give it a try.  Given my past PR experience and my natural need for cheerleading, I also found it was an outlet for me to vent about being a SAHM of four kids ages 9, 7, 4 and 2".

2)  Your blog is a blend of family tales and reviews of products: is this solution approved and liked by your readers?
"At first, the One Bored Mommy Blogspot was just our PRODUCT REVIEW blog.  I had a personal "family" blog as well.  But when the demand built for the One Bored Mommy Blogspot, I decided to start including both.  I try to refrain from adding to much personal information (like names, locations, etc.) but also want my readers to feel connected with me as a mommy.  With the following I'm receiving, I'd say they actually do "LIKE" it".

3)  You are a work at home mom: is your blog a positive solution for moms who want to work and stay at home? would you suggest it?
"Having a blog is a great way for SAHM's to connect to the outside world, from the confinements of their house.  Though my blog does product reviews (products are sent to our family, free of charge, for us to try out, sample & review)...I do not make any serious money writing my blog on a daily basis.  There have been occasions where I have been paid to add advertisement or links to my posts or sidebar, but for the most part, my blogspot is FREE "word of mouth" advertisement for the companies that we work with and feature".

4)  Which are the subjects that your readers love the most? and why in your opinion?
"Without a doubt, my readers love the giveaways the most!  Who wouldn't want to win free things by just leaving a comment.  I appreciate this idea, especially in the difficult times our economy is facing...however, I do love the attention that my other (non-giveaway) posts receive from my readers as well.  It makes me feel like I am doing a good job spreading the word, when I get feedback from a company that their sales have risen because of my post".

5)  From your perspective which are the main issues parents have to face nowadays?
"In my opinion, being a parent is not an easy job (whether you work or stay at home).  Teaching an infant, then toddler, then child, then teen...to become a person with moral, ethical and spiritual beliefs is quite an undertaking.  Probably the biggest challenge I am seeing in the US is keeping kids steered clear of drugs (of any kind) and just being all around GOOD members of society.  Learning right from wrong, and where the line is drawn.  It takes lots of prayer, perserverence and praise for parents to succeed in these times".

6)  Can you give us three suggestions to raise a family?  
"First - Pray constantly for your child!  Prayer will not only encourage you (as a parent), but also give you peace as you child goes out into the world on their own. 
Second - Make sure your child knows that you love them...NO MATTER WHAT!  This is huge!  That they have a safe place to come to, even if they have made a mistake (big or small).  GOD placed these children in your arms to be yours for a lifetime...not until they have displeased you. 
Third - Remember that parents aren't perfect!  You can only do what you can do!  Your child will choose to go in whatever direction they like, no matter how much you've tried to steer them.  Just trust that you've done enough loving, caring and teaching that they will fall back on those skills when they need them the most!"


mercoledì 19 gennaio 2011

Nessuna fiducia per la scuola? - Is there a reason for homeschooling


Breaking news: I24 gennaio alle ore 20.45 presso il teatro Colosseo, in viale Montenero 64 a Milano, attraverso una interessante tavola rotonda verrà presentato il saggio di Mariolina Migliarese La famiglia imperfetta


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Si tratta di un problema serio. E non possiamo risolverlo in poche righe. Ma possiamo lanciare alcune idee e raccogliere le vostre opinioni e suggerimenti.
La questione è questa: qual è il ruolo della scuola e cosa dovremmo aspettarci dalla scuola?
Grazie a Twitter sono entrato in contatto con diverse associazioni di genitori che istruiscono i figli da casa. (ad esempio è il caso di Richele  @RicheleMcFarlin)  Nei paesi in cui questa soluzione è consentita, molte famiglie scelgono di dare loro stessi l’educazione scolastica richiesta ai loro figli. E’ una scelta che è possibile fare anche in Italia, come illustra questo articolo di Pianeta Mamma) Perché succede? Perché non si fidano della scuola.
Io ritengo che siano due i principali problemi che dovremmo prendere in considerazione, problemi che sono fonte di questa sfiducia, che è tra l’altro presente anche in paesi in cui l’istruzione a casa non è permessa:

1.     Sfiducia nella qualità dell’educazione: i miei figli non possono imparare ciò che meritano
2.     Sfiducia nel contenuto dell’insegnamento: questo non è ciò che voglio i miei figli imparino

E non stiamo parlando delle battaglie vinte da Napoleone o della densità dell’atmosfera su Saturno, come potete facilmente indovinare.
Parliamo di qualità dell'insegnamento e qualità dei contenuti. Direi anche allineamento del contenuto ai nostri valori.
Credo che in quanto genitori dobbiamo lavorare duramente su questo e non fare sconti: sì, però abbiamo molti problemi con la vita quotidiana, affrontiamo quotidianamente conflitti con i figli, perché dovremmo lottare contro di loro per la scelta della scuola?
Questo può essere un punto: non diamo abbastanza importanza a questa scelta.
Ma. C’è un grosso ma come potete immaginare.
Abbiamo mai considerato le conseguenze di questa non-scelta? Abbiamo considerato che questa scelta influenzerà pesantemente il futuro dei nostri figli? Abbiamo valutato l'impatto e l'influenza che l’insegnamento può avere sul futuro dei nostri figli?
Penso che questo è il motivo per cui molti genitori sono al giorno d'oggi sempre più coinvolti nella gestione dei sistemi di istruzione: per garantire che i propri figli abbiano i valori fondanti che desiderano.
In questi anni stiamo lavorando con due diverse scuole o meglio istituzioni: una in Italia, Faes, ed un’altra a Lugano, Swiss. Quest’ultima è un progetto nuovo di zecca che non è solo una scuola ma molto di più: un modo per accompagnare i ragazzi e portarli all'esame finale delle scuole superiori avendo lavorato non solo con i migliori nuovi media e docenti sulla qualità della loro conoscenza, ma avendo anche supportato le famiglie per fornire loro la saggezza necessaria.
Ciò che Faes sta facendo su larga scala, e con diversi mezzi, dal 1974, Everest, questo è il nome del progetto svizzero, inizierà a farlo a partire da Settembre 2011.
Ora la mia domanda per voi è questa: questi problemi sono ragionevoli e pertinenti oppure no? Come rispondereste? Lettori che istruite i vostri figli da casa potete aiutarci a conoscere meglio il vostro modo di educarli? 





English version


It is a major problem. And we can’t solve it in few lines. But we can launch some ideas and collect your opinion and suggestions.
That is the questions:  which is the role of the school and what should we expect from the school?
Thanks to twitter I came in contact with several associations of homeschooling parents  (it’s the case for example of Richele  @RicheleMcFarlin). In those countries where this solution is allowed, several families chose to provide directly the school education required to their children. Why this? Because they do not trust the school.
I believe two are the main problems that we should consider, the source of this distrust, which is by the way present also in those other countries where homeschooling is not allowed:

1.     Distrust on the quality of education: my children can’t learn what they deserve to
2.     Distrust on the content of the teaching: this is not what I want my children learn

And we are not talking of Napoleon’s winning battles or the density of the atmosphere on Saturn, as you can easily guess.
Thus quality of teaching and quality of contents. I would say alignment of contents to our value.
I believe we as parents have to work hard on this and don’t make discount: yes, we’ve got much more problems with daily life, we face daily conflicts with children, why we should fight against them for choosing the school?
This can be a the point: we do not give too much relevance to this pick.
But. There is a big but as you can imagine.
Have we ever considered the consequences of this non-choice? Have we considered that this choice will influence heavily our children’s future? Have we judged the impact and the influence that a teaching can have on our children’s future?
I think this is why many parents are nowadays more and more involved in managing education systems: to grant their children the foundation values they want them to have.
In these years we are working with two different schools or better say institution: one in Italy, Faes, and the other one in Lugano, Swiss. This last one it’s a brand new project which is not even a school but much more: a way to side young boys and bring them to the final high school exam having worked not just with the best new media and professors on the quality of their knowledge, but having supported the families to provide them the required wisdom. What Faes is doing on a large scale, and with different means, since 1974, Everest, this is the name of the Swiss project, will be doing starting from September 2011.
Now my questions for you is that one: are this issue reasonable and relevant or not? How did you answered them? Homeschooling reader, can you help us know more about your way of educating children?