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lunedì 7 febbraio 2011

La meta - The goal

Prossimo post Next post Wednesday/Mercoledì 9 febbraio 2011

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Non perdetevi il debutto del blog di Mariateresa Giannone Ferramondo Felici di essere mamma
Tutti i nostri auguri a Mariateresa e milioni di click!






La saggezza si nasconde ovunque. Non può essere inscatolata. The goal, a novel a metà tra romanzo e testo di management, scritto da Eli Goldratt nel 1984, apparentemente parla di come la Theory of Constraints può sbottigliare i problemi in azienda. Ma non solo.

Molto di più in realtà.

Come spesso capita nei saggi americani, non si affronta solo sotto forma di trattato un tema professionale, ma mostrando una grande apertura mentale e una profonda unità di vita si parla anche di famiglia e matrimonio.

Questo sorprendente libro, che consiglio spassionatamente a chi è in grado di leggerlo in inglese (non esiste una versione italiana) non soltanto fornisce suggerimenti su come migliorare la produzione e aumentare le vendite, ma anche come salvare il matrimonio in crisi e costruire una famiglia solida. E molto di più è raccontato nel sequel It’s not luck.

Qual è il punto allora? Che cosa c’entra tutto questo con la famiglia? Ogni impresa, nel senso etimologico del termine, deve avere un obiettivo, una meta. Non diamo vita ad una azienda perché ci piace stare insieme. Ogni società ha un obiettivo, e per Goldratt questo è uno ed uno solo: fare sempre più soldi ora e nel futuro.



Ma se la famiglia è una impresa, una avventura, qual è il suo obiettivo? Quale quello di una coppia? Qual è la nostra meta? Perché abbiamo dato vita ad una famiglia? Quali erano e sono i nostri sogni e le nostre aspettative?


La saggezza si nasconde ovunque dicevamo: il sito Smith Mag è famoso per proporre ai navigatori di riassumere in sei parole la propria vita o le proprie esperienze.
Queste sintesi sono state raccolte in un primo libro il cui titolo è significativamente Not quite what I was expecting, vale a dire Non proprio quello che mi aspettavo. Bella frase, ottima sintesi.
Ma… presuppone che io mi aspetti qualche cosa. Sono in grado di scriverlo nero su bianco? Di dichiararlo senza dubbi?

Stephen Covey, guarda caso un altro grande autore di management, suggerisce che ogni famiglia abbia la propria visione, la propria missione e i propri valori.

Siamo in grado di verbalizzarli? Di raccontarli? Possiamo condividerli? Abbiamo una comprensione chiara ed inequivocabile dei nostri sogni?

Perché è importante? Perché è fondamentale mettere su carta il nostro obiettivo e i nostri valori?

L’obiettivo deve sempre governare le nostre azioni: ogni decisione che prendiamo dovrebbe portarci più vicini alla meta e ogni decisione che ci allontana da essa dovrebbe essere evitata.
Avere un obiettivo vuol dire viaggiare con una bussola che possa aiutarci nella vita per non finire errabondi e dispersi.



Vorremmo citate questo estratto dal libro di Goldratt, si tratta di parti di un dialogo tra Alex Rogo, il protagonista, e la moglie Julie, il cui matrimonio è in crisi. Le domande che si pongono possono essere utili per la nostra famiglia:


“Che cosa dovrebbe essere il nostro matrimonio? La mia idea di matrimonio non è quella vivere in una casa perfetta dove tutto è regolato e funziona secondo un orologio, è quello secondo te l’obiettivo del matrimonio?”
“Che cosa è questa storia dell’obiettivo? Ci si sposa per essere sposati. Non c’è obiettivo”.
“Se è così allora perché sposarsi?”
“Quando ti sposi è perché sei innamorato. Perché sennò?”
“Stiamo solo tirando avanti, perché lo fanno tutti! E siamo in difficoltà. Dobbiamo capire che cosa vogliamo per il nostro matrimonio e andare in quella direzione”.

Che cosa ne dite? E’ un buon suggerimento?




English version




Wisdom is everywhere.  Can’t be limited by borders. The goal, a novel written by Eli Goldratt appeared in 1984, talks about production and how Theory of Constraints can break bottlenecks. And much more. 
As often happens in the American culture, books about business matters and management do not part personal life from business environment.

This amazing book does not just provide solution to increase sales, but also to save a marriage and build a solid family. (And much more is told in the sequel of The goal, the business novel It’s not luck).


Now what’s the point? Every enterprise, in the original meaning of this word, must have a goal. We do not found a company just because we like staying together, costing bar-sides. Each and every company as a goal, which, as Goldratt put it, is to make more money now and in the future.

And what about a family? What about a marriage? Which is our goal? Why did we started a family? Which were our dreams and expectations?






Wisdom is everywhere: the Smith Mag are famous for their six-words stories. The title of the first book published with the short tales sent by their readers suits to us: Not quite what I was expecting. Nice sentence, well put: it implies I was expecting something. Could I tell it clearly? Could I write it down?

Stephen Covey, accidentally another management well know author, suggested that every family should have its own, vision and mission statements and an unmistakable claim of values.


Can we verbalize that? Can we share with other couples? Do we have a clear understanding of our dream?


Why this is important? Why should we write down our goal and our values?


Because the goal should always rules our actions. Any decision should be taken to move closer to the goal. Any decision or actions that will take us farther should be avoided.


Having a goal means making our journey through life with the support of a compass, not just wandering without hope. 
Let us quote partially a very lightning  dialogue in Goldratt’s book between Alex Rogo, the main character and her wife Julie. We can borrow their questions for our family:






“What is our marriage supposed to do for us? My idea of the goal of a marriage is not living in a perfect house where everything happens according to a clock, Is that the goal for you?”
“What’s all this about a goal? When you are married you’re just married. There is no goal”.
“Then why be married?”
“You get married because of commitment… because of love”
“We’re just coasting along, doing what everyone else does. And we are in troubles. We ought to figure out what we want to have happen in our family and go in that direction”.


Is this a good suggestions? Which are the implication for you?



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