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giovedì 10 marzo 2011
Surfing the net - Alla ricerca del blog perduto
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Sabato/Saturday 12 marzo 2011
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Navigare in rete cercando blog per genitori. Non è un’attività difficile: ci sono migliaia di blog di mamme e papà. Molti di questi condividono le loro avventure educative quotidiane, alcuni sono poi davvero curiosi e divertenti, e questo è di certo un bel modo per ridere ad alta voce delle nostre battaglie e dolori quotidiani. Anche se amiamo questi blog, stiamo cercando qualcos’altro, pagine web che possano aiutarci a scavare più a fondo nel nostro approccio come genitori e a trovare nuove idee, nuovi indizi: una migliore consapevolezza.
Ci piacerebbe condividere alcune delle nostre scoperte oggi, suggerendovi alcuni blog che meritano la vostra attenzione ed il vostro tempo. No, non si tratta di concorrenza. Non siamo in concorrenza con altri blog per aumentare il numero di visite. Siamo tutti impegnati a migliorare noi stessi nel crescere una famiglia e questo richiede la condivisione di idee e la disponibilità ad imparare gli uni dagli altri.
Vorremmo consigliarvi oggi sei link, tra i molti che meritano, e se ci mostrerete che vi piace questo servizio, pubblicheremo una selezione mensile di blog che meritano una speciale attenzione.
Iniziamo da tre pagine web italiane:
Mammacoach è scritto da Myriam Florio, che intervisteremo presto, ed è focalizzato sui problemi quotidiani che deve affrontare una mamma con bambini piccoli. Myriam utilizza la sua saggezza di coach e la sua esperienza come mamma per fornire semplici ma profonde indicazioni su come educare i figli con un linguaggio molto fresco e frizzante.
Costanza Miriano invece, che è una giornalista televisiva italiana, e sì a breve intervisteremo anche lei, scrive sul ruolo e la dignità di una donna sposata, e di una mamma che lavora. Ciò che soprattutto ci piace di lei è che utilizza uno stile così ironico e provocante, rompendo tutte le sottigliezze della cultura politically correct, che non è possibile rimanere indifferenti leggendo ciò che scrive: si è spinti a prendere una posizione, e prima ancora di questo, a pensare. E questo è veramente grande.
Felici di essere mamma, scritto da Teresa Giannone Ferramondo, parte dall’osservazione dei semplici fatti che accadono nella vita di ogni mamma per ricavarne una maggiore consapevolezza riguardo ciò che possiamo fare e come possiamo farlo meglio. Amiamo questa abilità di leggere la realtà in un modo che vada oltre la mera registrazione dei fatti e prosegua fino a ricavarne saggezza.
E ora tre pagine web americane:
The warrior mom: Darah Zeledon ha un approccio fantastico alla vita. Mamma di cinque figli, psicologa clinica, può veramente applicare alla sua vita familiare uno stile da guerriero. Ha vissuto diversi anni all'estero e può condividere nei suoi post la ricchezza che vi ha trovato.
The Media mom, Joy Rose, e Mom-entum, conosciuta anche come Beth Feldman, sono una nuova frontiera del blogging e ci piacciono il loro stile aggressivo tanto quanto i loro contenuti. Entrambe utilizzano largamente video, interviste e molti strumenti basati su internet, come i social media. Trattandosi di uno degli argomenti che consideriamo più importanti, vi suggeriamo questo breve video riguardo il bilanciamento tra maternità e lavoro. Ci auguriamo possa piacervi.
Ora a voi: potete condividere i blog o le pagine web che ritenete più interessanti sui genitori e l’educazione?
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English version
Surfing the net searching for parenting blog. It’s not and hard job: there are thousand of moms’ and dads’ blog. Many of them share the daily adventure of education, some of them are really curious and funny, and that’s a nice way to laugh out loudly or our daily struggles and pains. Even if we love these blogs, we are looking for something else, webpages that can help us to dig deeper in our approach to parenting and sort out new ideas, new clues: a better awareness.
We’d like to share some of our discovery today, suggest you blogs that deserves your attention and time. And, no, they are not competition. We are not competing against other blogs to raise the number of visits. We are all striving to improve ourselves in raising a family and therefore this requires sharing ideas and learning from each other.
We would like to recommend six links today and if you will show us that you like this can of service, we will publish montly a selection of blogs that deserve a special attention.
Let start with three Italian webpages:
Mammacoach is written by Myriam Florio, we will soon interview her, and is focused on the daily issues that a mom with young kids have to face. Myriam uses her coach’s wisdom and her mom’s experiences to provide simple, but profound, indications on out to educate children with a very fresh and sparkling language.
Costanza Miriano on the other side, which is an italian tv journalist, and yes we will soon interview her too, writes about the role and dignity of a married woman, and a working mother. What we do love about her is that she is using such an ironic and provoking style, breaking all the subtleties of the politically correct culture, that you cannot remain indifferent in front of her texts, you have to take a position and before that, you are compelled to think. And that’s truly great.
Felici di essere mamma, written by Teresa Giannone Ferramondo, start from observing the simple facts that happens in every moms life to squeeze out a wider awareness of what we can do and how we can do it better. We love this ability to read reality in a way that overcome the simple registration of facts and goes straight to bring out wisdom.
And now three American webpages:
The warrior mom: Darah Zeledon has a wonderful approach to life. Mom of fives, clinical psychologist, she can really apply to her family life a warrior style. She lived several years abroad and can share the richness she found there in her posts.
The Media mom, Joy Rose, as Mom-entum, aka (also known as) Beth Feldman are a new frontier of blogging and we do love them for their aggressive communication style as much as for the contents. They both make a large use of videos and interviews and work extensively with many internet based tools, like social media. Being one of the subject we consider more relevant, we’d like to suggest you this short video about balancing motherhood and work. Hope you can enjoy it.
Now it’s your turn: could you share with us the best blogs or webpages on parenting and education?
lunedì 7 marzo 2011
The globe trotter families
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Giovedì/Thursday 10 marzo 2011
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Con Elena Frigoli esploriamo l'universo della famiglie... giramondo, quelle famiglie che, per motivi di lavoro, hanno sempre la valigia pronta e toccano diverse nazioni in tutto il pianeta. Vero segno della civiltà globale, e non globalizzata, sono fermento a se stesse e alle famiglie che vivono accanto a loro, dato che assorbono e apportano culture diverse, fertilizzando con le ricchezze che raccolgono nel loro
andare le comunità nelle quali si trovano a vivere.
Elena ha un suo personale blog nel quale, attraverso i suoi viaggi e la scoperta delle culture locali, in realtà parla in profondità di che cosa sia la famiglia e quale valore e peso dare all'educazione. Elisabetta Sorci, che abbiamo intervistato tempo fa, la descrive come donna potente nel suo blog e in un commento qui sotto.
Elena ha un suo personale blog nel quale, attraverso i suoi viaggi e la scoperta delle culture locali, in realtà parla in profondità di che cosa sia la famiglia e quale valore e peso dare all'educazione. Elisabetta Sorci, che abbiamo intervistato tempo fa, la descrive come donna potente nel suo blog e in un commento qui sotto.
Poiché si parla di sintonizzare tra loro diverse culture, auspichiamo che i nostri lettori di tutto il mondo (sì, abbiamo visitatori anche dalla Corea, dalla Russia, dal Belgio alla Spagna, dalla Svizzera agli USA al Sud America) condividano con noi le loro esperienze, le loro difficoltà, il loro pensiero.
Sentitevi interpellati uno per uno e dateci il vostro parere, per favore.
Con Elena abbiamo cercato di capire di più questo mondo
ci parli della sua famiglia: quanti siete? Dove avete vissuto in
questi anni di migrazione? Dove vi siete trovati meglio e dove meno bene e perché?
Sono sposata da 7 anni e abbiamo 4 bimbi dai 6 anni ai 18 mesi (3 maschi e 1 femmina). Appena sposati ci siamo trasferiti negli Stati Uniti per 3 anni (vicino a Washington DC e in Pennsylvania).
Dagli Stati Uniti siamo andati in Thailandia, Bangkok, per altri 3 anni e adesso viviamo in Canada da un anno e mezzo. Ci siamo trovati bene in ogni paese e sempre siamo partiti a malincuore. Ovviamente all'inizio di ogni trasferimento ci é voluto tempo, fatica, energie per ri-adattarci e ri-costruire il nostro nuovo equilibrio famigliare e professionale. Abbiamo trovato lati positivi e negativi in ogni paese,
credo che il luogo perfetto non esiste! Sicuramente ci sono paesi dove per le condizioni presenti la vita famigliare é più promossa e sostenuta e i servizi sono più family friendly, gli orari di lavoro più o meno flessibili, il costo della vita più basso: sono i "developing countries"... .
Oltre, immagino, ad apprendere più lingue, quali altri aspetti sono potenziati nei figli di famiglie che si muovono spesso tra i continenti?
I figli, guardando i miei che sono ancora piccoli e figli più
grandi di altre famiglie amiche, hanno il vantaggio di gestire più lingue. Abbiamo avuto anche amichetti che gestivano 3 o 4 lingue a 5 anni. La loro quotidianità é fatta di tanti cambiamenti, per noi ogni 3 anni e fino adesso abbiamo vissuto i vantaggi di questa esperienza:
parlano del mondo come se per loro fosse il giardino di casa, hanno una capacità di adattamento notevole e sanno imparare, attraverso il gioco, le differenze locali. Sicuramente a tutta la famiglia é richiesto una capacità di distacco dalle condizioni di contorno: ogni volta che ci spostiamo, a seconda del paese, si può perdere qualche comodità e ritrovarne altre, senza lamentarsi. Ricordo Edoardo e
Benedetta, appena arrivati in Canada, cercavano il sole, la piscina, il mare, i sandali perché questo era la loro quotidianità in Thailandia.
Il primo inverno canadese é stato pesante, abituati a vivere all'aperto per 3 anni. Nel caso di figli più grandi crescono con percorsi accademici internazionali, spesso di alto livello e al momento del college la scelta accademica verte su Europa, Canada o America.
Sicuramente l'orizzonte diventa più ampio. Per il momento comunque i miei figli sono ancora nella fase in cui l'universo di riferimento é la famiglia!
Parliamo di scuola: che cosa si aspetta dalla scuola una famiglia come la vostra abituata a girare e quindi a modificare il contesto culturale nel quale vive?
Come genitori la scuola é una scelta importante e spesso dipende, nel bene e nel male, dal paese di assegnamento. A volte la scelta é più ampia: si può scegliere tra scuole internazionali con programma americano, inglese, francese o miste. Altre volte la realtà magari é più piccola e c'é una sola scuola internazionale. A seconda delle circostanze, possono esserci anche valide scuole locali se la lingua é
inglese, francese o comunque la lingua che i bambini si porteranno dietro negli anni. Sicuramente cerchiamo una base di background internazionale dove ogni cultura é rappresentata e valorizzata e quindi per i miei figli anche quella italiana; una conoscenza e una esperienza di studenti bilingue; un percorso didattico per i genitori per conoscere il metodo e la grammatica della lingua insegnata (di
solito inglese o francese) perché spesso non é la lingua madre; disponibilità da parte degli insegnanti a incontrare i genitori e lavorare insieme con lo studente/figlio; partecipazione e coinvolgimento da parte dei genitori nell'avventura scolastica dei propri figli. Non per ultimo, la condivisione nella scuola di valori morali.
Culture diverse: che cosa comporta? Quali le sfide da affrontare?
Mentre rispondo ho in mente un'amica che mi diceva sempre: "Tu vai, guarda, osserva come vivono le persone accanto a te, chiedi, non giudicare, prova e piano piano trova il tuo modo di vivere lì, che faccia stare bene te e la tua famiglia". Questa amica ha abitato in Africa, nel Sud Est Asiatico, a New York e ora é in Cina. Le sfide sono tante, l'avventura a volte é da capogiro ma fino adesso per me e
mio marito é stata un'esperienza positiva, personale e di coppia. La sfida più grande, come donna, é accettare di costruire e smontare casa in poco tempo e in contesti sempre diversi. In Thailandia,l'inizio é stato un vero e proprio shock culturale. Cambiare paese, dove i paesi di origine e di arrivo possono essere molto diversi, significa per un certo periodo vivere un po’ confusa, prima di trovare un proprio spazio nel nuovo contesto locale. E sempre significa fare
uno sforzo per cambiare qualcosa di sé, altrimenti é come vivere lontani da casa ma restando a casa (e non riuscire ad essere felici).
La difficoltà maggiore é ricominciare sempre nuove relazioni, nuove amicizie che richiedono il tempo della condivisione e della conoscenza; ricostruire una nuova mappa del vicinato per muoversi e sentirsi a casa. Come mamma, la sfida più grande é mantenere forti le nostre radici italiane, passando ai figli tradizioni, racconti, vissuti legati alle nostre origini per costruire una cornice ferma e una identità culturale precisa, anche se probabilmente parleranno meglio l'inglese dell'italiano...
La sfida importante come coppia é crescere nel confronto con altre famiglie, riconoscere e valorizzare ciò che c'é (e c'é tanto) di bello, divertente e magari più funzionale nelle altre culture e farlo proprio avendo sempre presente chi siamo e chi vogliamo essere noi due. É una palestra che aiuta ad accogliere l'altro senza pregiudizi, arricchendo la propria identità culturale senza perderci.
La sfida importante come coppia é crescere nel confronto con altre famiglie, riconoscere e valorizzare ciò che c'é (e c'é tanto) di bello, divertente e magari più funzionale nelle altre culture e farlo proprio avendo sempre presente chi siamo e chi vogliamo essere noi due. É una palestra che aiuta ad accogliere l'altro senza pregiudizi, arricchendo la propria identità culturale senza perderci.
Girando così tanto avrà trovato nei paesi e nelle culture nelle quali si è trovata a vivere o che ha incontrato in famiglie che ha conosciuto differenze e punti comuni nell'educazione dei figli: quali sono i valori sempre presenti o comunque fondanti?
Quali sono le sfide più importanti che affronta una famiglia che viaggia così tanto e in che cosa invece ritiene che questa vita sia di aiuto per la famiglia e per l'educazione?
Dal punto di vista dell'educazione credo che i dubbi, le domande, gli argomenti, le difficoltà sono comuni a tutti i genitori: un nuovo fratellino che arriva, l'ordine e la responsabilità nello studio, un equilibrato spazio per lo sport, il tempo per la famiglia, come risolvere i capricci per citarne alcuni. L'amicizia, la condivisione, la lealtà, la generosità, la comprensione, la disponibilità nel far conoscere dettagli materiali ma utili del contesto locale e tanti altri sono valori sempre ritrovati.
Ho sempre invitato a casa amiche - mom's clubs - di diverse nazionalità e il desisderio di educare bene i propri figli é comune. Variano i backgrounds di ognuna, é diversa a
Ho sempre invitato a casa amiche - mom's clubs - di diverse nazionalità e il desisderio di educare bene i propri figli é comune. Variano i backgrounds di ognuna, é diversa a
volte la chiara consapevolezza dei valori di riferimento ma quando si é in un paese che non é il proprio, cresce anche il desiderio di aprirsi, di condividere e di aiuto reciproco. Questo punto diventa una grande forza per costruire amicizie forti.
Immagino che avrà sviluppato una forte esperienza in blog e siti web di importanza per la famiglia: può suggerircene alcuni?
Famiglie Felici é stata una grande e utile scoperta formativa- bilingue.
Può darci tre consigli per crescere una famiglia felice?
Rispondo con le parole della protagonista di "Appuntamento sotto
il letto":
- Una grande dose di amore.
- Un po' di disciplina.
- Un marito che non mi critica mai ( e viceversa)! Critica solo costruttiva.
English version
With the help of Elena Frigoli let’s analyze the world of globe trotter families: those families that, for working reasons, are used (and ready) to pack and move and can travel all around the world.
They can be an icon of the true globalised world and can sustain the growth of our society being vehicles of cultures and values, cross fertilizing families and societies.
Since we are talking of synchronizing cultures we would really welcome, and therefore ask firmly, any comments and experience sharing: this blog is in some way truly international.
We have, of course, many Italian readers and we have clickers from many other countries: number 2 the US, then Swiss and then even unexpected countries like South Corea, Russia, close to more likely ones: Belgium, Spain, UK, Germany.
So we’ve got really the opportunity to gather a lot of stories and challenges, won or lost, that can provide nice clues to everyone.
So please, don’t be shy and tell us something.
We started asking Elena to describe her family:
I’ve been married for seven years and we’ve got four kids (6years old down to 18 months: 3 boys and a girl). As we got married we moved to the US, where we lived for three year (Washington DC and Pennsylvania). Then we moved to Bangkog, Thailand and finally we came to Toronto about 18 months ago. We loved every place we’ve been and we always left unwillingly. It’ clear that we had to strive to adapt to the new culture, every time we moved, and to realign the family life finding a new balance. It’s hard to chose the best place: what I can say is that there are places where the family life is promoted and sustained and service are more family friendly, while working time more flexible and cost of living is cheaper. I’m talking of the developing countries.
It’s easy to imagine that learning more languages it’s an added value of your way of living. On top, which other benefits do you believe your family, and your kids, got and will get from this… globetrotting?
Our kids, and the children of similar families we met, can surly manage easily several languages: I can talk of 5 years old kids speaking 3 or 4 different tongues. Their daily life is made of so many changes that consider the world their own home, their own playground. They have developed a special ability in adapting and learning, mainly playing, the local specificities. And the all family learnt a lot about… parting. We need to develop such a skill. Every time we move, we will lose some comfort and find new ones, and we have to learn to adapt. I remember that, when we came to Canada from Bangkok, Edoardo and Benedetta were complaining about sun and sea and the pool. The first Canadian winter was really tough, considering they were used to live in the garden. If I consider their future, or the experience of families with grown up kids, well international studies are a great opportunity.
Let’s talk about the school: which are the expectations of a globe trotter family?
That’s an important point. We would love to be able to always chose what’s best for us, but sometime the range of possibilities is narrow. When we have the chance to select a school, we look for several factors, including the preparation of the teachers and of course we look for the values we have built our family on.
Which are the challenges that living in different cultures you have to face?
I can quote a friend of mine who used to say: “Listen, look, watch carefully like people live, ask, don’t judge and slowly and softly find out your way of living there. A way that make you and your family feel comfortable”. She lived in Africa, Far East, New York and at present she is settled in China. There are so many challenges that you can be shocked. My personal challenge, as a woman and a mom, is to dismantle and rebuild home in such small time and very different environment. In Bangkok the impact was really hard at the beginning: a true cultural shock. At the beginning, after you moved, you are indubitably very confused and you have to find out your room in the local context. And you are pulled to change something inside, change your way of being, if you don’t want to live in a bubble, there but not really there and, let me tell you, never happy.
The main challenge in the end is to establish new relationship, new friendships: it takes time. You have to remap the neighborhood and start meeting everyone to feel at home. As a mom, my biggest challenge is to keep alive our Italian roots, forwarding to our kids traditions, histories, cultural identity, even the language although I’m pretty sure they will be able to speak English much better than Italian. As a couple we have to learn to deal with our couples and give values to what they have to share with us: it’s a way to welcome their richness without prejudice.
Tell us something about education and the differences and similarities you found in all the countries you lived in
All families all around the world share the same concerns and problems, and questions and doubts: a new kid, order and responsibility at school, balance between sports and family time, handling maggots. There are several values I found in each and every culture: friendship, honesty, loyalty, generosity, sympathy, availability. I always sheltered other moms to share the issues and solutions. I believe that globetrotters families end up being more open and ready to ask and share with other families.
You surely developed a huge experience in parenting blog and websites for the family: can you suggest some?
Famiglie Felici was a lovely surprise: bilingual and with good discussions. Parentleadership offers great clues and I love Viaggio in alto mare for the content and the style.
Can you give us three straight suggestions for raising happy families?
Let me answer with Lucille Ball’s words in “Mine, yours and ours”:
- a huge quantity of love
- a little discipline
- and an husband who never criticize (and I promise to never criticize him of course, unless it’s a positive and constructing critique)
sabato 5 marzo 2011
Si nasce imparati? No need of education
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Lunedì/Monday 7 marzo 2011
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Sai cosa c’è? Abbiamo bisogno del tuo aiuto. A dire la verità noi tutti abbiamo bisogno di un aiuto reciproco.
Abbiamo costantemente bisogno di migliorare e maturare una profonda consapevolezza del nostro nuovo ruolo. Quale fra i tanti? Quello di coniugi e quello di genitori ovviamente.
Studiamo per tanti anni come ottenere un posto nel mondo del lavoro. Continuiamo a studiare: formazione, master, on the job quale che sia e chi più ne ha più ne metta. E dobbiamo tenerci costantemente informati e aggiornati.
Ma quando ci siamo decisi ad affrontare i due cambiamenti più rilevanti e profondi della nostra vita, sposarci e diventare genitori, l’abbiamo fatto e basta, spesso senza neanche pensare alle conseguenze pratiche. È un buon metodo questo? Lo useremmo anche solo per fare giardinaggio? Allora perché finiamo per farci guidare da questo metodo per il matrimonio e l’educazione?
Lo scopo di questo blog è quello di scambiarsi reciprocamente le proprie esperienze e la propria saggezza in questi due ambiti. Siamo stati sorpresi dall’inaspettato successo che ha avuto all’inizio: milioni di visite da tutte le parti del mondo: Italia ovviamente, e America, ma anche da Cina, Russia, Corea, India, e altri paesi europei.
E poi, subito dopo Natale un lento ma continuo calo. Qual è il motivo? Hai degli indizi per farci capire il perché? Forse perché quello di cui stiamo parlando è...difficile? Oppure solo noioso? Oppure si è indebolita la qualità dei nostri post? O perché parliamo di argomenti sbagliati?
Per favore aiutaci a capire cosa sia successo così che possiamo applicare le modifiche richieste.
Grazie!
English version
We need to constantly improve and mature a profound awareness of our new role. Which one? The one of spouse and parent of course.
We study for long years to get a place in the business world. We go on studying: trainings, masters, on the job whatever and so on. And we have to follow updating program.
But when we are decided to make the two most relevant and profound changes in our life, get married and become parents, we just do it, very often without even thinking about the practical consequences. Is that a good approach? Would we use it even for gardening? So why do we apply it to marriage and education?
This blog’s aim is to share our common experience and wisdom in these two areas. And we were surprised by the large unexpected success we got at the beginning: thousands of visits from every part of the world: Italy of course, and the US, but also China, Russia, Corea, India, European countries.
And then, just after Christmas, a slow but continuous drop. Why this? Do you have clues for us? Is that what we are discussing here is… difficult? Or just boring? Or did the quality of our posts deteriorate? Or we are talking of the wrong subjects?
Please help us understand what’s happening so that we can apply the required adjustment.
Thanks!
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giovedì 3 marzo 2011
I'll tell you what you have to do - Te lo dico io cosa fare
Talvolta fare il bagnetto a Pierino può essere un problema. Abbiamo incontrato una giovane mamma in difficoltà: il suo cucciolo sembra non gradire di essere lavato e piange ogni volta che tenta di metterlo nella vasca da bagno. Era veramente disperata per questo. E ha iniziato a chiedere suggerimenti a chiunque.
Ora, quando si rimane intrappolati nel vortice di “cosa devo fare” si può finire in due diverse situazioni, mentre la terza (buoni suggerimenti ragionevoli) capiterà molto raramente: si cerca l’opinione che si vuole trovare, in modo da supportare la propria visione. O ci si perde in una giungla in cui ogni idea appare un’intimazione che ti fa sentire sempre più disperata e sempre più stupida. Bismama 2.0 descrive questa situazione in un modo molto incisivo.
Non fatelo. Intendiamo:
1. Niente panico: i bambini non devono essere sempre felici. Devi insegnargli che la vita può essere dura anche nelle piccole cose. Devono essere lavati: anche se a loro non piace devi lavarli ugualmente.
2. I bambini piangono: è così. Lo fai anche tu. Tu lo fai solo ogni tanto, speriamo in modo non evidente. Ma non è un problema. Tu prendi decisioni, non loro. Tu decidi cosa è bene e cosa è male, non loro. Non lasciare decidere a loro quando andare a letto, cosa e quando mangiare, e così via.
3. Non chiedere centinaia di suggerimenti a milioni di persone: hai fiducia in qualcuno? Rivolgiti a lei/lui. Le persone hanno opinioni diverse e tendono a trascurare le opinioni differenti dalle loro. E anche te se non condividi le loro idee illuminanti.
E, a proposito, fate attenzione, se non fate quello che vi abbiamo detto allora .... ;-)))))
English version
Sometime washing little John may be problem. We met a distressed young mom: her puppy seems not enjoying being washed and uses to cry every time she try to put him into a bathtub. She was truly desperate about. And she started asking suggestions everywhere.
Now when you get trapped into the “what I have to do” whirlpool you may ends up with two different situations, while the third one (good reasonable suggestions) will show up very rarely: you search for the clue you actually want to find, so to support your own view. Or you get lost in a jungle where every idea looks like an intimation that make you feel more and more hopeless and more and more stupid. Bismama 2.0 described this situation in a very incisive way.
Don’t do that. We mean:
1. Don’t panic: kids have not to be always happy. You have to teach them that life is hard even in little things. They have to be washed, they do not like to be, you have to wahs them nevertheless.
2. Kids uses to cry: that’s it. You did too. You do too sometime, we do hope not in that evident way. But it’s not a problem. You lead, they must not. You decide what is good and what is bad, not them. Do not let them decide when going to bed, where going to bed, what and when to eat and so on.
3. Don’t ask for thousands suggestions to million people: do you trust someone? Go with her/him. People have different views and they tend to disregard other different opinions. And you if you don’t follow their lightning ideas
And by the way, be careful, if you don’t do what we told you, then…. ;-)))))
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