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Visualizzazione post con etichetta mamma. Mostra tutti i post
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martedì 15 maggio 2012

Best job - Il lavoro più bello



Testo in italiano qui sotto - 
scorrere per trovarlo - grazie




Talking about moms, let’s take the famous P&G video “Best job” as a hint: There’s a lot of rumor about it on the web, and not just because this video became a viral phenomena, with some millions clicks, but because it originated discussions about the role of mom and much more.
Actually in my partition of the net I found very different position: someone adoring it and someone else claiming that’s the worst icon of a mom that could have been presented. The objection is that those moms seems to have no personal life and their only interest in life is washing, cocking, taking kids to school and something else equally awful.
I strongly reject this position for two main reasons: first of all this is a short story, better say these are four short stories told in about 2 minutes, and they want to tell the effort of the best and most demanding job in the world: being a mom. Thus the video has to focus on that.
Second I’m puzzled and worried by that hostility, that I fear is based on a wrong sense of love and self-fulfillment. Love implies sacrifice, that what the video could tell, and parents have to deny themselves, in an healthy way of course, to sustain and support their kids.
I’m much more worried by the fact that no father shows up in the video: is that a sign of the desertion of fathers from children’s and family’s life?
What do you think about?



Testo in italiano




Se ne parla molto in rete, almeno nella mia fetta di web alla quale ho accesso: mi riferisco al famoso video della P&G sulla mamma che ha prodotto anche una pagina dedicata.
E quando dico che se ne parla molto non intendo sottolineare il fenomeno virale del video, che è stato visto da milioni di persone, quando alle discussioni che ne sono scaturite sul senso della maternità.
C’è chi scrive che l’icona proposta è la peggiore possibile perché descrive la mamma come colei che si occupa dei figli, lava, fa da mangiare, non sembra avere altre aspirazioni se non quelle dei figli.
Respingo energicamente questa visione, che trovo strumentale e pregiudizievole, per due principali ragioni: la prima definiamola cinematografica. Il video racconta in circa 2 minuti 4 storie di mamme e figli di tutto il mondo. E vuole porre in evidenza il lavoro di mamma: non c’è il tempo fisico della narrazione per raccontare di successi professionali e/o di altra natura.
Si parla del mestiere più bello e faticoso del mondo, e lo si mette in evidenza.
Il secondo motivo è più filosofico: mi sembra qui si metta in discussione il senso della genitorialità, per un errato senso dell’auto realizzazione. E una interpretazione di che cosa sia l’amore che mi sembra profondamente errata.
Amare i propri figli significa accettare sacrifici per loro, in misura ordinata, ma comunque considerare la loro vita connessa alla nostra e quindi inscindibile. Il che non vuol dire cedere al bambagismo che genera bamboccioni, come più volte abbiamo scritto, ma secondo il criterio ben noto del “buon padre di famiglia” (qui buona madre di famiglia) agire per il bene di tutti e non per egoismo personale.
Quello che mi preoccupa di più è la totale assenza dei padri nel filmato: un problema anche qui di tempi narrativi (ma che ci voleva a mettere un padre vicino alla mamma in almeno una scena?) o lo specchio della diserzione dei papà dall’educazione e dalla vita di famiglia?
Che ne dite?


come contributo alla discussione suggerisco anche
la lettura di questo bellissimo post di Costanza Miriano



lunedì 20 febbraio 2012

The best possible mom - La miglior mamma del mondo


Scroll down for English version


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Una settimana sì e una no la grande stampa parla delle mamme.
L’ultima occasione è questa: il Wall Street Journal si lancia in un elogio della mamma italiana e il Corriere della Sera gli fa immediata eco.
Ora non ci interessa questa nuova pedante lista di stereotipi di mamme (la tigre cinese, l’elegante francese, la gallese asciutta e così via). Ci interessa ragionare sul fatto che si proponga un modello per la mamma, cosa che ci lascia sorpresi e perplessi.
Più che rincorrere un profilo ideale, ci sembra si debba sia più utile capire quale sia lo scopo dell’educazione e quale sia il ruolo che un genitore, anzi che la mamma, abbia in tutto questo.
E poi costruire il proprio comportamento di volta in volta sul bene dei figli.
Questa ricerca dell’ideale nasconde forse la necessità di prevedere ogni cosa, di definire sempre e comunque un manuale che permetta di evitare errori, un modo per giudicare più facilmente gli altri genitori?
Che ne dite?


English version







Every week the most important media talk about moms.
Recently it was the turn of the  Wall Street Journal who praised the Italian mom model.
Now we are not interested in discussing this new list of mom models. What we want to discuss is the fact that media insist in proposing and discussing a role model.
We do believe that more than pursuing an ideal profile it would be more useful to understand what education is and what its goal is and therefore, as a consequence, which is the role of a mom.
And then adapt moms’ behaviors to the real need of the kids.
We tend to believe that this crazy quest for the perfect mom actually hides the search for the perfect code, the irreproachable way of parenting, or the easiest way to blame different behaviors.
What do you think?