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mercoledì 29 dicembre 2010

Fatti non parole - Deeds not words

Prossimo post Next post Monday/Lunedì 3 gennaio 2011

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Let's wish you a cloudless 2011 full of joy and serenity

Vi auguriamo un 2011 pieno di sole, gioia e serenità





I prossimi post verranno pubblicati nelle date/

Next post foreseen for:



3 gennaio / January 3rd

7 gennaio/ Januart 7th





E’ la solita vecchia storia: l’amore può diventare un comodo alibi per evitare le proprie responsabilità.

Pensiamoci un minuto: quante volte abbiamo rinunciato ad agire pretendendo che lo abbiamo fatto per l bene di qualcuno o di qualche cosa? Finendo per la verità d rinunciare di agire responsabilmente?
Arriviamo anche al punto di mentire affermando che si tratta di bugie pulite, bianche, veniali, piccole e che quindi si può ingannare per il bene altrui!

Ma quello che può essere un veniale peccato sociale può diventare un errore devastante quando commesso in famiglia.

Un genitore deve fare il genitore e agire coerentemente al suo ruolo con consapevolezza e responsabilità. 
E coscienza.
Eviteremmo di spedire  nostri figli dagli analisti, pratica ahimè in aumento, se accettassimo il nostro dovere e fossimo abbastanza forti da guidarli.

Come tutto questo diventa cosa concreta in famiglia?

Due sono gli errori principali, o più frequenti, che si evincono, con libera interpretazione, dal bellissimo articolo di Mariolina Migliarese uscito sul numero di novembre della rivista Fogli:

1.     ritenere che i bambini utilizzino il nostro medesimo schema di ragionamento
2.     evitare di esercitare la fermezza e dire di no, fissando regole quando ce n’è bisogno, che vuol dire praticamente sempre.

Come questi due errori vengono frequentemente messi in atto in famiglia? Quando un genitore, di fronte ad un comportamento non adeguato del figlio, invece che assumere un atteggiamento autorevole, che non vuol dire autoritario, cerca di convincere con verbosi ragionamenti e mostra di accondiscendere alla posizione del figlio quando questo non cambia immediatamente modo di agire. In pratica quando si cerca accordo chiedendo, con grandi discorsi, il punto di vista al bambino.

Mariolina spiega che i bambini tendono a interpretare il mondo intorno al loro partendo “dalla loro piccola esperienza e dal proprio piccolo punto di vista: per questo motivo finiscono per leggere la modalità ragionevole e iper-dialogica dell’adulto come un segnale della sua debolezza e della loro forza, e ne ricavano un senso di onnipotenza che è insieme esaltante e preoccupante”.

Quindi mentre l’adulto pensa di ottenere un risultato più duraturo e di costruire un atteggiamento profondo grazie ad un complesso ragionamento, il piccolo ritiene di aver vinto la battaglia con il genitore.
In realtà questa apparente vittoria contiene in sé una grande paura: il terrore della solitudine e dell’abbandono. Se il genitore non è più forte di me, come mi difenderà dai pericoli esterni ed interni?  

La conseguenza immediata di questa angoscia: il bambino cerca di gestire ogni situazione da solo “e qualche volta sembra riuscirci, soprattutto se il suo desiderio di essere amato e di piacere ai suoi genitori lo spinge a cercare di adeguarsi a quelle che ritiene essere le loro aspettative”. Poiché però questa situazione idilliaca è effimera e precario, ciò che succede è che il piccolo finisca per trovarsi improvvisamente in balia dalle sue pulsionalità che non riesce più a controllare, indossando rabbia, violenza, rancore.



Ora, di fronte ad una situazione di questo genere, di fronte ad un figlio che improvvisamente, smessi i panni del bravo bambino, per agire con ira e aggressività, che cosa finiscono per fare i sempre più genitori di oggi? Invece di assumersi le proprie responsabilità e giocare il ruolo che dovrebbero, prendono su il piccolo e lo portano dal terapista affermando che il bambino è affetto da psico-disturbi che loro non possono gestire.

Che cosa dovrebbero fare invece? Essere autorevoli, solidi, fissare regole, accettare di essere impopolari, scegliere di guidare, controllare, governare anche senza dare spiegazioni delle proprie scelte, specie con ridondanti ed eccessivi dettagli razionali.

Ovviamente non stiamo proponendo di diventare tiranni, né di imporre la propria volontà in modo irragionevole. Ma quando il vostro cucciolo sta infilando le sue ditine nella presa della corrente, che cosa fate? Gli tenere una conferenza sull’elettromagnetismo o gli togliete la mano dalla presa, magari con una sberlotta?

Ecco il punto: perché i genitori sembrano aver perso l’arte della fermezza? Che cosa ne pensate?





English version







It’s the same old story: love can be easily used as a trick to avoid responsibility.

Think a minute about it: how many times we decline to act as we should do claiming that we deny our duties for the sake of someone or something?

We came also to the point of lying claiming that there are some good lies, pure lies, nice lies that we have to say to protect other people.

What could just be a irrelevant social sin, becomes a devastating fault when applied to the family.

A parent should be a parent and play his/her role with awareness and responsibility. We would avoid to send our children to the analyst if we accepted our duty and were strong enough to lead them!

Now, how this become a daily life in a family?

Two are the mistakes that could happen more frequently, following Mariolina Migliarese’s recent article published in the November issue of Fogli:

1.     believing that the kid uses our same reasoning structure to approach reality,
2.     avoiding to be firm enough to say no and set rules when required, which is almost always.

How comes that these two mistakes could almost daily happen un our families? It’s simple: let’s say that our kid is behaving in a terrible way, doing something unacceptable.

How many times do we respond with a long argument, try to win the agreement of the kid, instead of just affirming what should be done?

So we tend to use wordy homily to change his attitude, to win his accord while asking for his point of view, instead of asserting what is right and what is wrong.



Mariolina explains that kids tend to understand the surrounding world starting from themselves and from their short-storied experience. And they thus end up reading the wordy and over-dialogical adult approach as a sign of weakness. Where an adult believes that explaining and reasoning could win a stronger agreement and long-term attitude the child assumes that he won the battle with his parent.
But this apparent win hides also a very strong fear: the dread of having being abandoned. If my parents are not stronger than me, how could they protect me from the evil?

The immediate consequences are easy to guess: the kid will try to handle everything by himself, which of course is a task he cannot accomplish. That’s one of the main reason of anger, rage, violent behaviors.

Which is one of the most popular reaction of parents nowadays? Far from start playing their role, they tend to take the boy and bring him to a therapist claiming for psycho-disorders that cannot handle.  

What should they do instead: be firm, be strong, set rules, accept to be unpopular, chose to lead, control, rule even not explaining with details and rational every decision.

We are not suggesting to be a tyrant, neither to impose one’s will in un unreasonable way.

But when your little kid try to plug his little finger into the dangerous plug, would you tell him the whole story of electromagnetism or would you act immediately avoiding the risk?

Now the point is: why parents seems to have lost the art of steadiness? What do you think?





lunedì 27 dicembre 2010

The kids tyranny - La dittatura degli infanti

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Have a meaningful Holy Xmas

Vi auguriamo un santo Natale ricco di 

significato

I prossimi post verranno pubblicati nelle date/

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30 dicembre/ December 30th

3 gennaio / January 3rd

7 gennaio/ Januart 7th





La bimba ha poco più di due anni, e a metà mattina ha iniziato a vomitare. “Un altro caso di influenza intestinale”, pensa la maestra dato che la città è piena e l’asilo nido svuotato. Chiama la mamma, diciamo una professionista, un avvocato, seguendo alla lettera la procedura: “Annina è malata, ha vomitato due volte”. “Che strano”, risponde la madre” stamattina stava benissimo. Siamo anche andate a fare colazione insieme al bar e le ho finalmente fatto prendere un espresso. Me lo chiedeva da così tanto tempo che oggi come regalo gliene ho preso uno tutto per lei!”.
Già, e magari dopo il caffè ha chiesto anche una Marlboro?  E perché non gliel’ha data? Perché non applicare il medesimo approccio anche a questa richiesta?
Può sembrare una barzelletta, anni fa si raccontava quella dei genitori che portano il bimbo di quindici mesi all’ospedale e alla fine confessano di avergli fatto bere del vino bianco. Il medico reagisce scandalizzato: “latte deve bere un bambino, latte! Non vino!”. E i genitori appiano ancora più stupiti e smarriti: “latte? Con l’impepata di cozze?!”.
Questa volta però non è una barzelletta, ma una storia verosimile. E sembra essere il problema educativo della nostra epoca: mamme e papà danno fuori di testa.
Viviamo sotto la tirannia degli infanti: il potere sembra essere saldamente nelle mani di questi piccoli selvaggi, che impongono la loro sregolata volontà, fissando regole che li portano ad essere sempre più egoisti ed egoreferenziati.  Con il concorso di colpa, anzi noi: con la piena responsabilità dei genitori.
Che cos’hanno in testa padri e madri quando dicono che sarà il bambino a decidere quando smettere l’allattamento al seno: è forse questa una decisione che un bambino può prendere?
Che cos’hanno in testa padri e madri quando dicono che sarà il bambino a decidere quando smettere il pannolino: è forse questa una decisione che un bambino deve prendere?
Che cosa sta succedendo allora? Perché mamme e papà, che non possono certo essere descritti come sprovveduti o ingenui o sciagurati, danno fuori di matto? Perché persone che giornalmente prendono decisioni difficili e gravide di conseguenze, si lasciano tiranneggiare e manipolare da infanti incapaci anche di parlare?
Due le ragioni con le quali vogliamo provocarvi: già perché ormai ci conoscete e sapere che usiamo “parolacce” per svegliare il ragionamento, per infiammare la discussione. E vogliamo dunque essere ruvidi e duri:
1)   Non gliene frega nulla dei figli: ne hanno voluto uno (avere un figlio oggi va di moda) ma non hanno mai inteso educarlo. Che ogni novità viene venduta con il suo manuale delle istruzioni e poi quando siamo stufi, la si può buttare via. Quindi con i figli è la stessa cosa: lasciamo che facciano quello che vogliono e che non rompano.
2)   Li amano troppo, ma confondono il significato di amore. Amore non è un sentimento, è un piano d’azione. Quindi, confondono ciò che i figli vogliono con ciò di cui i figli hanno bisogno. E questo è un punto critico. I genitori hanno il dovere di dare ai loro figli ciò di cui questi hanno realmente bisogno e non ciò che pretendono, e che generalente non è ciò che meritano o di cui abbisognano.
E allora? Quali sono le cause di questa deriva e quali le soluzioni? Che ne pensate? Avete idee? Suggerimenti? O non la pensate come noi?





English version






The little girl, she’s twenty-six months old, seems to be quite sick: she vomits twice in less than fifteen minutes. It’s the viral ‘flu, the teacher thinks, that is widespread in town. So she calls the mother, following the procedure: “Little Jane is sick, she’s vomiting: could you come and pick her up?”. “That’s wired”,  answers her mom, let’s say a layer on her best thirties, “she was so happy and felt so good this morning that we went having breakfast in a bar and she finally got that espresso she was asking for since a long time!”.
Now, she got an espresso because she was asking for since a long tie? What about is with the coffee she asked also for a cigarette? Why not? Why don’t applying the same approach?
What seems to be a joke, and unfortunately it is not, actually is one of the major problem of the education process. Moms and dads getting mad.
We are living an age that could be defined as the kids tyranny: the power seems to be firmly hold by this little savages, imposing their wild will, setting rules and getting more and more selfish.
What do parents have in mind when they say that mom will stop breastfeeding her kid until when (s)he will decide so. Is that a kind  of decision a kid could reasonably take?
What do parents have in mind when they say that the kid will go on wearing and using a napkin until (s)he wants to: is that a kind of decision a kid should reasonably take?
What’s happening? Why do moms and dads, which can no way be described as dull or naïve or wicked, people who are used to take tough decisions daily at works, end up being tyrannized and overpowered by little kids still unable to talk?
Two main provoking reasons. As you know, we love to use harsh words just to wake up our brains and heat up discussion. So, let’ be rude, very rude:
1)   they don’t care about their children: having one is what they wanted, never considered raising it up. Stuff comes with instructions, and when we got tired, let’ throw away. So, don’t let him/her bother us: let’s just do what they want and don’t care.  
2)   They do care too much, but they tend to take feeling for love. Love is not a feeling, it’s love is an action plan. So they tend to mistake what they want with what they need, and that’s a very dangerous point. Parents have to give to their children what they need, not necessary what they ask for, which usually may not be what they deserve and lack to grow.
Now what? Which could be the causes and which the solutions for this problems?
Do you have ideas? Suggestions? Doubts? 


giovedì 23 dicembre 2010

Intervista a Bismama 2.0 - Can you interview an Avatar?

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3 gennaio / January 3rd


7 gennaio/ Januart 7th





Bismama è un’entità femminile non meglio precisabile. 

Da ciò che scrive i lettori se la possono immaginare energica e concreta, romantica e furbetta, sicuramente intelligente, di quella arguzia che scava e non si ferma, che scarta di lato per ingannare quei problemi che come muri vorrebbero schiantarti.



Giovane, unico dato biografico che conosciamo: 28 anni e due figli, non possiamo che pensarla affascinante, occhio vispo come i suoi scritti, sorriso aperto e a tratti… Monna Lisa smile.

Castana, di sicuro castana: lo leggi nei colori con i quali pennella il suo blog Bismama 2.0.



Che tratterà anche di famiglia, ma non ci credi più di tanto: perché la maestria e la spregiudicatezza nell’affettare i discorsi, nel pescare a destra e a manca, con un tratto amabilmente scorretto, e proprio per questo più lucido e utile, con lama a doppio taglio che arriva fino alla giuntura di ossa e nervi ti fa pensare che ci sia sotto qualche cosa. Alla fine non ti meraviglieresti se invece che una bella mamma dietro al blog ci fosse una comunità di sceneggiatori della migliore tradizione culturale.



VOTA LA FOTO: QUALE TRA QUESTE RAGAZZE POTREBBE ESSERE BISMAMA?

Resti convinto che alla fine ci sia una donna dall’arguzia con la quale risponde a queste domande, senza lasciarsi imprigionare, ma senza neppure fuggire, semmai graffiando, così come fa nel suo blog.
Alcuni dei post che meritano lettura e meditazione, anche per i sempre infiammati commenti che li accompagnano:

  


Mentre le lascio la parola mi chiedo, un po’ preoccupato, come farò adesso a tradurre tutto questo in inglese…


Da dove e perché ti è venuta l'idea di blog di famiglia?

Non definirei Bismama un "blog di famiglia". È più un blog personale nel quale riverso riflessioni, pensieri e anche punti di vista. I punti di vista dai quali guardo la FamilyLIfe, ecco. Sono in rete da tanto tempo e, sebbene io sia una persona sincera anche nella vita di tutti i giorni, ho pensato che il blog potesse farmi urlare quello che sento senza che queste emozioni fossero legate al mio volto. Sfruttando l'anonimato per parlare senza censura.

Quali sono i temi che interessano di più i tuoi lettori e secondo te perché?

Oddio, non ne ho idea. I miei lettori spesso intervengono in tutti i post. Ce ne sono alcuni che generano più commenti perché più profondi, altri più "frivoli" che invece fanno solo sorridere. Penso che, forse, sono interessati ad ogni argomento perché si tratta sempre di vita reale. Della mia vita.

Quali sono le preoccupazioni che, attraverso l'esperienza del tuo blog, ti sembra colpiscano maggiormente i genitori oggi?

Credo che la preoccupazione più diffusa - indipendentemente dal mio blog - sia riuscire a trasmettere dei giusti valori ai figli in modo che possano riconoscere con facilità il bene dal male. Lo status italiano attuale, non ci facilita certo il compito di essere genitori.

Tre consigli per una famiglia ottimale
Mah, non credo di essere la persona adatta per dispensare consigli. Anzi, forse sono proprio la MENO adatta. Penso che una famiglia sia ottimale se è felice e la felicità non sempre si costruisce ma viene da sé se alla base della famiglia ci sono gli elementi giusti. Nel senso che se la coppia funziona allora funziona anche la famiglia, ma se la coppia non va, la famiglia non sarà mai felice, neanche con tutti i consigli del mondo. Ovviamente è il mio pensiero che deriva dalla mia esperienza...non la verità assoluta.

E’ probabilmente per questo che Bismama 2.0 ha sposato Ilmaritoideale!












English version












Bismama is a virtual entity, a undefined foggy blogger whose borders are shaded. 
From her posts we can figure out a concrete and active woman, romantic and lively, truly wise, gifted with such a sharpness that never stop in front of challeges: on the contrary, she tends to sweep obstacles not attacking them, but applying lateral thinking she turns around them brilliantly.



Young, she is 28 and she’s mother of two and these are the only bio details we are allowed to know. 
In our imagination she’s charming, sprightly eyed, open smile, warm but also… like Monnalisa’s one. 

Brown haired, for sure: you can guess it from the colors she uses in the posts of her acute blog Bismama 2.0





Where you can read about her family, but you wonder if everything is true: because the art and freedom of her posts, her ability of picking up clues here and there, her amiable trait, her politically incorrectness, her sharp blade, all this stuff makes you think that Bismama 2.0 could really be a team of screenwriters.
Let’s listen to what she answered to our questions

How you got the idea of your family blog?
Well, actually I won’t define mine a family bog. It’s much more like a personal blog, a place where I can pour and share my thoughts, my doubts, my ideas. It’s a sort of observatory from where I can look at our Familylife. I’m a long time net surfer and although I pretend to be an honest and sincere person, I believed that a blog could be a open square where I could shout all my emotions unlinked to my face. My blog is rigorously anonym and this fact let me free.

Which are the subjects that your reader like the most and why?
Wow: got no idea! My readers use to comment almost every post: some of my articles fire more comments, I believe because they are more profound and challenging, other make them lough instead of write back. I tend to believe that they are interested in all of them because we are always talking about life in the end. About real life. Actually about my life.


Which are the issues that seems to worry the most today’s parents?
I believe that what worry the most is how we could pass on them our values so that they could make the best choice, telling good from evil. The Italian situation does not support us in this difficult task. (and my question for the reader is: what about what’s happening in your your country?)

Your three suggestions for the best family

I do not think to be entitled for answering this questions. I believe to be the least one. I believe that a family is a good family when it’s an happy family. And you cannot build happiness, you can prepare the ground for it. And my opinion the couple is the foundation: if husband and wife goe well together, everything it’s ok. If they don’t or even they start fighting, no suggestions will help the family.









martedì 21 dicembre 2010

Intervista a Rebecca Cousins - Interview with Rebecca Cousins









Prossimo post Next post Thrusday/Giovedì 23 dicembre

Scroll down for English version



Rebecca Cousins è la titolare di Freckles Crafts, una società specializzata in kit artigianali per bambini.  E’ anche mamma di due divertenti, dolci, selvaggi e amorevoli ragazzi ed è sposata con suo marito da 11 anni. Quando Rebecca non è impegnata ama leggere, fare lavori manuali e passare il tempo con la famiglia e gli amici. Per maggiori informazioni su Rebecca Cousins e Freckles Crafts, visitate il suo sito web o seguitela su Facebook e Twitter.  Potete anche visitare il suo recente blog, Crafting With Freckles.
Rebecca è una della work-at-home-mom (mamme che lavorano da casa) che si possono incontrare sul web. Un fenomeno interessante che può costituire una prospettiva alternativa per quelle madri che desiderano mettere la propria creatività all'opera senza staccarsi dai propri figli. Ne abbiamo parlato in un post precedente nel quale si è discusso, con interessanti commenti, di mamme e lavoro.
Con Rebecca abbiamo cercato di esplorare non solo il lato famigliare della sua attività, ma anche quello imprenditoriale. Prima di lasciamo a lei la parola ricordiamo che abbiamo già intervistato una mamma-web: Shara Lawrence-Weiss 


.





 
 Sei una mamma che lavora da casa: perché hai fatto questa scelta e quali sono i vantaggi?


"Poco dopo la nascita del mio primo figlio ho perso il lavoro.  Avevo esperienza nel marketing e piuttosto che cercare un altro lavoro “tradizionale”, che mi impegnasse dalle 9 alle 17, ho deciso di lavorare in proprio da casa come Consulente Marketing.  Questa scelta mi ha garantito maggiore flessibilità nella gestione degli impegni e la possibilità di dedicare più tempo a mio figlio. Dopo la nascita del mio secondo figlio, il più grande aveva allora due anni, è stato più difficoltoso trovare un equilibrio tra vita professionale e familiare, ma ho continuato a lavorare come consulente per altri quattro anni. Durante quel periodo mi accorsi che la mia professione mi consentiva di utilizzare la mia creatività, ma che non stavo seguendo la mia passione per i lavori manuali. A quel punto iniziai a dedicarmi esclusivamente alla nascita della mia società Freckles Crafts!   E’ stata sicuramente dura, ma i vantaggi di avere una mia società sono stati sorprendenti. Non solo ogni giorno mi dedico a fare ciò che amo, ma è meraviglioso venire a sapere che I miei kit portano tanta gioia ai bambini e contribuiscono a rendere l’esperienza del fai da te divertente per i genitori. Tutto questo essendo io stessa il mio capo, lavorando da casa e avendo una gestione flessibile del tempo che mi consente di avere più tempo per la mia famiglia e di essere presente quando i miei figli hanno bisogno di me!"
 


Quanto è stato difficile creare un tuo business? 
 

"Ci è voluto quasi un anno per far decollare Freckles Crafts.  Io non avevo assolutamente esperienza nel business della vendita al dettaglio, quindi è stata una sfida capire da dove iniziare. Ho passato ore e ore a ricercare soluzioni per il packaging, normative relative alla sicurezza dei prodotti per bambini, fornitori da cui poter acquistare prodotti di alta qualità e sicuri, soluzioni per la spedizione e diverse tipologie di prezzi per i miei prodotti. Ho dovuto essere molto creativa anche per quanto riguarda il mio budget per il marketing e le tradizionali forme di pubblicità (es. carta stampata, radio, etc.), in quanto non avevo intenzione di inserirle nelle fasi iniziali del mio piano di marketing.  Nonostante avessi lavorato nel marketing per anni, i social media non facevano parte della mia esperienza visto che la maggior parte dei miei clienti prediligevano i media su carta stampata. Ho dovuto imparare velocemente a conoscere Facebook, Twitter  e ad iniziare ad utilizzare i blog! Nonostante sia stato difficile, mi sento come se il fatto di aver dedicato del tempo a studiare davvero ogni area della mia attività mi abbia garantito più successo nella gestione della mia azienda.  Sono molto orgogliosa di quanto ho ottenuto dal lancio della mia società nel marzo 2010 e guardo ai prossimi passi futuri di Freckles Crafts". 


Che tipo di famiglia di solito contatta te ed il tuo blog?



"I miei kit sono pensati per genitori con figli dai tre anni in su a cui piacerebbe fare dei lavori manuali con i loro figli ma non hanno il tempo di cercare tutti i materiali che sono necessari a creare ogni manufatto o che possono essere sopraffatti dal pensiero di trovare l’idea di cosa fare.  Mi sono accorta che molti dei visitatori del mio sito web sono genitori o nonni che stanno cercando qualcosa di comodo da tenere sotto mano e poter tirare fuori in caso di bisogno. Di recente ho inoltre aperto un blog in cui i genitori possono leggere suggerimenti, istruzioni ed idee creative per quelle occasioni in cui possono avere più tempo per pianificare attività creative per i loro figli. Ho anche notato un aumento delle vendite a genitori che acquistano in occasione di feste di compleanno".
 
Freckles Crafts


In che modo ritieni che l’attività creativa possa contribuire allo sviluppo di un bambino?

"Fare attività manuali è parte importante dello sviluppo salutare di un bambino, e incoraggiando la creatività dei nostri figli li aiutiamo a costruire un’ampia gamma di abilità. Non solo infatti i manufatti sono un valido aiuto per la creazione di capacità motorie e per lo sviluppo visivo e spaziale (es. lavorando con le forbici, infilando perline, disegnando, …), ma possono anche migliorare le abilità dei bambini relativamente a pianificazione e completamento dei compiti, concentrazione ed immaginazione. Infine sono molto importanti per lo sviluppo sociale, come sentimento di successo e auto stima!"

A tuo parere quali sono le preoccupazioni delle famiglie americane?



"Sfortunatamente penso che la famiglia media americana abbia in questo momento molte preoccupazioni: l’economia, la mancanza di lavoro, il declino del valore degli immobili, giusto per nominarne alcune. Detto questo, penso che la preoccupazione principale delle famiglie oggi sia l’istruzione. Molte delle nostre scuole pubbliche sono carenti riguardo alfabetizzazione, matematica e scienze. Gli USA non sanno tenere il passo di altri Stati, ed il timore è che i nostri figli non siano in grado di competere nel mercato globale del futuro. Io credo che molti genitori stiano decidendo di occuparsi in prima persona a casa dell’istruzione dei loro figli piuttosto che mandarli nelle scuole pubbliche. Io lavoro con molti genitori di figli istruiti a casa che acquistano prodotti per utilizzarli durante lo svolgimento delle lezioni di alfabetizzazione, matematica ed economia domestica.  In più, li utilizzano per arricchire l’istruzione dei loro figli con una componente manuale ed artistica, al contrario delle scuole pubbliche in cui a causa delle restrizioni di budget i programmi relativi all’arte sono di continuo tagliati.
Si tratta di fare un grosso lavoro per cambiare il sistema scolastico in questo Paese e sebbene ci sia un movimento verso la riforma, sfortunatamente sarà un processo lungo e non abbastanza veloce per poter riguardare molti dei ragazzi che frequentano ora la scuola".




Come genitore, quali sono i tre suggerimenti che puoi dare i nostri lettori per essere una famiglia migliore?


"1. Divertitevi con la vostra famiglia! Prendetevi un appuntamento familiare alla settimana. In un’epoca in cui molte famiglie hanno entrambi i genitori che lavorano fuori casa e i figli hanno diverse attività extra scolastiche, è importante per le famiglie passare insieme del tempo di qualità. L’obiettivo è avere un appuntamento serale per la famiglia una volta la settimana. Questa serata non deve essere negoziabile, è dedicata solo ai membri della famiglia e nient’altro deve essere programmato per lo stesso tempo. E’ importante trovare attività che siano divertenti per tutti i membri della famiglia ed è importante anche tenere conto dei suggerimenti dei bambini così che si sentano partecipi delle decisioni. Passare insieme del tempo di qualità consentirà a ciascuno di ”ricollegarsi” e di mantenere aperte le vie di comunicazione tra genitori e figli.
2. Date ai figli la priorità ma non fatene la totalità della vostra vita. Io penso che come genitori diamo così tanto ai nostri figli da perdere il contatto con noi stessi e con ciò che ci rende felici. Prendere del tempo per voi stessi o con il vostro coniuge non solo vi renderà più felici ma vi renderà anche genitori migliori. Se non arricchite voi stessi non avrete molto da dare ai vostri figli.

3. Ascoltate davvero i vostri figli. I figli vogliono sentire di avere voce in capitolo in famiglia, e quando percepiscono di non essere ascoltati può nascere della frustrazione e si possono verificare discussioni inutili. Anche i figli più piccoli  possono comunicare con il tatto, il contatto visivo, i movimenti delle mani ed il linguaggio dei segni".





 


 English version





Rebecca Cousins is the Owner of Freckles Crafts, a company specializing in unique craft kits for kids.  She is also the mom of two funny, sweet, wild, and loving boys and wife to her husband of 11 years.  When Rebecca isn’t busy running a house and a business she enjoys reading, crafting and spending time with friends and family.   For more information about Rebecca Cousins and Freckles Crafts, please visit her website at or follow us on Facebook  and Twitter.  You can also visit her newly released blog, Crafting With Freckles, for free craft tutorials, recipes, giveaways and more!  We warmly suggest a visit Chez Rebecca for more details.



Rebecca is an example of the work-at-home-moms you can find on the web. It's a interesting alternative for those mothers that want to share their creativity in a business environment while staying close to their kids.  We discussed it previously on famigliefelici where several moms left powerful comments.
In our chat with Rebecca we tried not just to discuss the parenting side of her activity but to develop the entrepreneur one so to provide clues and ideas to our readers.
Just before listening to what Rebecca said, let's remember that we already met and interviewed a web-mom: Shara Lawrence-Weiss

You are a work at home mom:  why did you make this choice, what are the advantages of your choice?


"Shortly after the birth of my first son I was laid off from work.  I had a background in marketing and rather than go back to a traditional 9-5 job, I decided to work from home and start my own business as a Marketing Consultant.  This allowed more flexibility in my schedule and the ability to spend more time with my son.  After the birth of my second son, and my oldest son now two years old, I found it more difficult to balance my work/home life, but I continued to work as a consultant for another four years.  During this time I realized while I was in a career that allowed some use of my creativity, I was not following the passion that I had for crafts and working with my hands.  It was at that point that I stopped taking any new marketing clients and focused solely on the startup of my company Freckles Crafts!   While it has been a lot of hard work, the benefits of owning my own company have been amazing.  Not only do I get to do something that I love every single day, it is a wonderful feeling to know my craft kits are bringing so much joy to kids and assist in making the crafting experience an enjoyable one for parents.  Being my own boss, working from home (in PJ’s if I like!), and having a flexible schedule that allows me to have more family time and be available when my kids need me are just icing on the cake!" 




How difficult was it to create your own business? 

"It took me nearly a year to get Freckles Crafts off the ground.  I had absolutely no retail business experience, so it was quite a challenge for me to figure out where to begin.  I spent hours and hours researching packaging options, safety regulations of products for kids, vendors from whom I could purchase high quality and safe supplies, shipping options and various pricing structures for my products.  I also had to get very creative with my marketing budget, and traditional forms of advertising (i.e. print, radio, etc.) were not going to fit into the early stages of my marketing plan.  While I had been in marketing for years, social media was never my area of expertise as most of my clients focused on print media.  I had to quickly learn the ropes of Facebook and Twitter and also how to start blogging!  While it was very difficult and overwhelming at times, I feel as though taking my time to really study each area of my business has made me more successful in running my company.  I feel very proud of everything I have accomplished since the launch of my company in March of 2010 and I look forward to what the future holds for Freckles Crafts". 





Which kinds of families usually contact you and your blog?

"My craft kits are designed for busy parents of children ages three and older who would like to craft with their children but may not have the time to search out all of the supplies needed to create each craft or who may be overwhelmed by the idea of having to come up with a craft idea to make.  I find a lot of the visitors to my website are parents and grandparents who are looking for something convenient to keep on hand and be able to pull out at a moment’s notice.  I also have a newly released blog where parents can get free craft tutorials, recipes, and creative inspiration for those occasions when they may have more time to plan creative activities for their children.  Recently I have seen an increase in sales to parents who are purchasing craft kits for birthday parties as an on hand activity and/or in lieu of goody bags!"


In which way do you believe crafts can help a child’s development?

"Crafting is an important part of a child’s healthy development, and by encouraging your kid’s creativity you are helping to build a wide range of life skills.  Not only are crafts great for building fine motor skills and visual, spatial development (i.e. working with scissors, stringing beads, drawing), but crafting can also improve a child’s skills in planning and completion of tasks, concentration, and imagination.  Crafts are also very important in assisting with social development, as well as a feeling of success and self worth!"




What do you perceive as concerns for US families?

"Unfortunately I think the average US family has a lot of concerns right now; the economy, job loss, and decline in  property values  just to name a few.    With that said, I feel that one of the biggest concerns among families today is education.  Many of our nation's public schools are falling behind in the areas of literacy, math and science.  The US is not able to keep up with other countries in academics, and the fear is that our children will not be able to compete in a global marketplace in the future.  I believe many parents are deciding to take their children’s education into their own hands by choosing to home school rather than send their children to public school.  I work with a lot of parents of homeschooled children who purchase craft kits to use as part of their lesson plans in the subjects of literacy, math and home economics.   In addition, they are using the craft kits to teach an arts and crafts component to enrich their child’s education, one of the many benefits of homeschooling as art programs are continuing to be cut in public schools due to budget constraints. 
It is going to take a lot of work to change the education system in this country and while there is a movement working toward reform, unfortunately it is going to be a long process and not fast enough for so many of the children who are currently in school". 



As a parent, what are three suggestions you can give to our readers on how to be a better family

"1. Have fun with your family!  Make a weekly family date.  In an age where most families have both parents working outside of the home and kids participating in multiple extracurricular activities, it is important for families to spend quality time together.  The key to achieving this is to set a family date night once a week.  This night is non-negotiable, is reserved only for family members, and nothing else should be scheduled during this time.  It is important to find activities that all family members enjoy and it is important to get your kids input so they feel included in the decision making.  Spending quality time together will allow everyone to reconnect and keep the lines of communication open between parents and children. 
2. Make children a priority but not your entire life.  I think as parents we give so much to our children that we often lose touch with ourselves and what makes us happy.  Taking time for yourself or with your spouse will not only make you happy but will also help to make you a better parent.  If you don’t nourish yourself then you will not have as much to give your children.
3. Really listen to your children.  Children want to feel like they have a voice in the family and when they feel like they are not being heard frustration can build and unnecessary arguments can occur.  Even the youngest of children can communicate through sound, touch, eye contact, hand motions and sign language". 
 
To end this post we would like to thank personally Rebecca for her support to our blog in Twitter and any other website channels.



lunedì 20 dicembre 2010

Love is an action plan - Amare significa agire



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Interview with Rebecca Cousin: how to become a work-at-home-mom
Intervista a Rebecca Cousin: come diventare una mamma imprenditrice

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Abbiamo incontrato una amica di recente: una bella signora oltre la quarantina, madre di tre figli dai 13 ai 19 anni. Tre maschi (auguri). Non la vedevamo da un po’, diciamo due-tre anni.
Aveva un sguardo svuotato, un viso afflosciato, come se la vita fosse ormai senza orizzonte, come se avesse visto l’inferno e non riuscisse a liberarsi da quel ricordo.

Così scopriamo che è sola, il marito se ne è andato, lasciandola sola con i tre figli.

No, non è uno di quei patetici casi di cinquantenni obnubilati dal flusso di ormoni, esasperato da messaggi avvilenti di pubblicità e mass-media, che pretendono all’improvviso di riappropriarsi della propria libertà per rifarsi una vita accanto ad una sciacquetta che conquista solo a colpi di carne fresca.

Siamo molto, troppo duri? Sì, lo confermo. 

Il fatto è che questo fenomeno, sciaguratamente sostenuto da un certo milieu culturale, produce tali ferite nelle donne, e nei figli, che non può essere trattato con condiscendenza e merita rime aspre e chiocce, per denunciare viltà e tradimento.
Ognuno di noi ha amiche azzannate da questo morbo, abbandonate in giovane o mezza età, aggredite da frasi che non troverebbero posto nemmeno nel catalogo dell'egoista e che invece vengono contrabbandate in televisione come esempio di encomiabile libertà personale: "devo finalmente pensare a me. Anch'io ho diritto alla felicità. Non serve a nulla trascinare questa vita".
E il dolore che stilla da quelle donne, derise e tradite, non crediamo si riesca mai a comprenderlo.

Torniamo a noi

Non si tratta questa volta dunque di un caso di passione senile, di conclamata pazzia sensuale, quanto di un fenomeno più lieve e perciò più pericoloso.
Perché, come abbiamo scritto altrove, resistere alla passione può essere eroico, ma al sentimento

Travolto dalla passione per una donna più giovane, trascinato dai sensi in una storia di breve durata, il marito si è ravveduto e, chiesto perdono, è stato generosamente riaccolto a casa. Da dove se ne è andato non molto tempo dopo perché, sosteneva, l’amore era definitivamente sfiorito. Guardando la moglie, compagna di una vita e madre dei suoi figli, negli occhi, non vedeva più se non amicizia, stima, rispetto.

Ma non amore.


Già. Ma l’amore che cos’è?

Come spiega acutamente Stephen Covey, l’amore non è un sentimento: è un verbo. O meglio, aggiungiamo noi, è un piano d’azione. Che cosa è l’amore se non amicizia, rispetto, stima e un progetto comune. Antoine de Saint Exupery lo dice chiaramente: “amare non è guardarsi negli occhi, ma guardare insieme nella medesima direzione”. Progettualità. Sudore e sangue, schiene piegate e mani callose. La costruzione di un amore fa tremare le vene dei polsi…

E’ un trucco diabolico e disumano quello di far credere che l’amore sia solo passione e desiderio, sentimento e istinto: amare è un atto dell’uomo e quindi è soprattutto ragione e volontà. Azione. Sforzo, Controllo.

Forse vi ricordare di un vecchio straordinario film con Lucille Ball e Henry Fonda, ne hanno fatto pochi anni fa il remake con Renee Russo e Steve Martin: si intitolava Appuntamento sotto il letto. In una delle più belle scene, che forse ricordate, Henry Fonda spiega alla figlia maggiore che cosa sia l’amore:

“non è andare a letto con un uomo. Ma alzarsi da quel letto tutte le mattine e affrontare insieme a lui quella cosa terribile, tetra, meravigliosa, sorprendente che è la vita”.

Sì, questo è realmente amare. Una cosa da forti. Non da codardi.
Che cosa ne pensate? Vale la pena parlarne ancora?

p.s. se vi interessano antri racconti sull’amore, magari date una occhiata qui


English version



We met a friend, a lady on her forties, mother of three boys, from 13 to 19. We haven’t see her for a while, let’s say a couple of years, maybe three. She’s got a depleted look, like she faced evil and couldn’t forgive it. So we discover that her husband left her. Well, that’s not one of those sad and cruel stories of a mid-aged man who suddenly believe that he wants his freedom back and that he needs a new opportunity for a new life. Those bloody lies can just be tolerated, and in no way justified, as the evident symptom of a full-blown insanity burnt by an uncontrolled flow of hormones amplified by malicious messages from the society.

This case can be different. Gone with an intense infatuation, assaulted by passion he lived a story with a much younger girl, and then understood his mistake. Cut with the woman, tried to came back home, but then discovered the flame was dead. Looking into her wife’s eyes he could just see friendship, respect, esteem, but, he said, no more love. So he flew away in search for… for what? Pretty sure he does not know.





Now, that’s the point. As Stephen Covey put it once very sharply, love is not a feeling, is a verb. Is an action plan. His lesson, quoted many times on the web, is quite simple: love (verb/action) and love (feeling) will come along.

Love is a forecast, is a common plan, as Antoine de Saint-Exupery put stated once clearly “Love does not consist in gazing at each other, but in looking outward together in the same direction”.
It’s an horrible and devilish trick to believe that love is just a passion, the burning flame that inspire desire  that life can blow away.  Life is an human action, and therefore much more based on reason and will than on feelings and instincts.


You may remember an extraordinary old movies, with Lucille Ball and Henry Fonda (they just launched a remake few years ago with Renee Russo and Steve Martin): Mine, yours and ours
You may then remember also one of the sharpest scenes when Henry explains to his eldest daughter what love is with this words: 


“I'll tell you something else. It isn't going to bed with a man that proves you're in love with him. It's getting up in the morning facing the drab, miserable, wonderful, everyday world with him that counts.".

Yes, this love actually. And it’s really an action plan.


Would you like to discuss it further?